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Ogni tanto, non so se capita anche a voi, ho il terrore di rimanere incagliato in tutto quello che c’è di brutto, vergognoso, indegno e cattivo che ci circonda. Come un terrore che mi si incastri il cervello solo su quello (che certo, va osservato e denunciato) ma non riesce a darmi respiro.

Per questo quando ho letto che a Palermo una donna di 32 anni, affetta da una forma di leucemia che le avrebbe dovuto impedire il parto e forse l’avrebbe dovuta uccidere, invece ha felicemente partorito un bambino che non solo è nato, ma è anche sano e che lei si è curata e pochi mesi fa i medici hanno dichiarato la remissione della malattia, allora mi sono detto: c’è bellezza in giro. Allora andiamo a raccoglierla la bellezza. Facciamone ossigeno in questo tempo di fumo, di brutte azioni, di brutti pensieri, di brutte persone.

La donna è stata sottoposta a una cura innovativa presso il reparto del Policlinico, è riuscita a dare alla luce il piccolo Andrea. Il prodigioso traguardo è stato possibile all’interno del reparto di Ematologia del Policlinico di Palermo, il primo ambulatorio d’Italia per la cura delle leucemie in gravidanza e in età fertile.

«Oggi siamo all’avanguardia, riusciamo a cronicizzare molti tumori e a consentire anche una qualità di vita soddisfacente. Il particolare caso della signora Mocera ci ha fatto capire l’importanza di avere una struttura dedicata alle gravidanze, perché è stata la prima volta in cui si è riusciti a pensare a due pazienti contemporaneamente: finora infatti si era potuto salvare o la mamma o il bambino» ha spiegato il direttore del policlinico.

E la mamma? «A tutte le donne che stanno vivendo la mia esperienza – ha detto Marzia Mocera – dico di non avere paura, di fidarsi dei medici e di avere una forte determinazione a portare a termine la gravidanza».

E a me sembra un buongiorno bellissimo.

Buon venerdì.

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