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«I film albanesi del secondo dopoguerra mi ricordano l’infanzia. Li vedevamo a casa, la domenica all’ora di pranzo perché la domenica la programmazione televisiva era tutto il giorno. Invece durante la settimana partiva dalle 6 del pomeriggio» racconta Nensi Bego, presidente dell’associazione culturale CulturalPro. «Sono film con grandi attori, una bella fotografia e che raccontano un’Albania che non c’è più. Un’Albania bellissima, a livello di paesaggio, di costumi» prosegue Nensi. È vero, nei film di quegli anni è rappresentata un’Albania bellissima. A volte alcuni passaggi di quei film hanno preso vita nel linguaggio quotidiano degli albanesi. Frasi prese in prestito per fare, ad esempio, una battuta. Ad ogni modo sono film che rappresentano un vero patrimonio perché tra il ’46 e il ’90 sono stati realizzati circa 300 lungometraggi. Questo patrimonio del cinema albanese partendo dal secondo dopoguerra fino ad oggi è proposto dal 4 al 7 aprile presso la Casa del cinema di Roma con la prima edizione di Albania, si gira! 

«Questo progetto – prosegue Nensi Bego – è nato da un idea di mio fratello Fabio Bego, esperto di storia dei balcani e cinefilo nonché socio di Aisseco (Associazione italiana studi di storia dell’Europa centrale e orientale, ndr) suscitando immediatamente l’entusiasmo di tutti noi perché è un festival del cinema storico». In effetti, in programma alla Casa del cinema ci sono alcuni dei film che hanno fatto la storia del cinema albanese, con pellicole (35 mm) dell’Archivio centrale di Stato del cinema d’Albania per la prima volta proiettate fuori dai confini nazionali e tradotte in italiano. Ne citiamo qui alcune.

Generale Grammofono/Gjeneral Gramafoni e Concerto nell’anno 1936/Koncert ne vitin 1936 Entrambi parlano di musica e di due percezioni diverse che gli albanesi hanno degli italiani. Sono entrambi film della propaganda comunista.

L’uomo con il cannone/Njeriu me top e Caro Nemico/I dashur armik trattano lo stesso tema, l’ospitalità del popolo albanese che durante la guerra ha rischiato la vita per nascondere anche gli ex-nemici. I film sono stati realizzati in due periodi storici diversi, durante e dopo il comunismo. Caro Nemico ha vinto il premio Miglior Sceneggiatura al Sundance Film Festival.

L’ultima volontà/Amaneti, Bota Cafè e Papaveri rossi sui muri/Lulekuqet mbi mure I primi due parlano della persecuzione politica e i suoi effetti. Mentre l’ultimo parla dell’occupazione fascista, la guerriglia comunista e la mobilitazione dei giovani nella guerra antifascista.

Est Ovest Est/Lindje Perendim Lindje e Lettere al Vento/Letra ere Entrambi parlano del periodo della fine della dittatura in due modi completamente diversi. Lettere al Vento tratta il tema dell’esodo degli albanesi verso l’Italia mentre Est Ovest Est parla di cinque ciclisti che si ritrovano incastrati in Italia, alla caduta del regime, abbandonati dallo Stato che non esiste più e senza soldi (in una controtendenza) cercano di rientrare in patria mentre tutti fuggono. Est Ovest Est ha avuto tra gli altri premi anche una Nomination all’83 esimo Academy Awards come Miglior Film in Lingua Straniera.

Il festival – ideato e curato dall’associazione culturale CulturalPro in collaborazione con l’ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia, il ministero della Cultura albanese, l’Archivio centrale di Stato del cinema d’Albania e il patrocinio dell’associazione italiana Studi di storia dell’Europa centrale e orientale e l’associazione Integra onlus – è ad ingresso gratuito e ospiterà quotidianamente esponenti del mondo cinefilo albanese e italiano – registi, musicisti, sceneggiatori. Da segnalare infine i contributi di storici dell’Aisseco che accompagneranno il pubblico in una doppia esplorazione: da un lato facendo scoprire come la cinematografia albanese ha riflesso e in parte forgiato l’identità storica e sociale del Paese, dall’altro il modo in cui si sono articolate le relazioni tra albanesi ed italiani.

Info su: http://festivaldelcinemalbanese.it/

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