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Si va dispiegando l’offensiva di Macron per fare in Europa quello che ha fatto in Francia. E anche per tirarsi fuori dai suoi guai francesi. La prima mossa è stata la lettera ai cittadini europei di qualche giorno fa in cui ha definito i contorni della sua proposta politica e programmatica. Andare oltre il crinale tra destra e sinistra, o tra socialismo e liberalismo, mettendo al centro quello europeisti nazionalisti. Sbarramento all’estrema destra. Ma intanto si assumono come temi quello della sicurezza, delle frontiere, di nuove regole commerciali. Poi si mette il salario minimo europeo, un poco più di budget europeo e l’ambiente. Intanto si è fatto l’accordo di Aquisgrana con la Germania che ha prodotto un mini parlamento franco tedesco.

D’altronde Macron guarda molto all’intergovernativismo e a ereditare la vecchia governance fondata su popolari e socialisti. Infatti ha bocciato le liste trasnazionali preferendo muoversi dalla Francia. I pilastri liberisti dei trattati europei non si toccano e così le norme della austerità e la Bce. Poi si muove per costruire la sua presenza al Parlamento Europeo. Il gruppo liberale non gli basta e allora Macron avanza una proposta di alleanza ai socialisti. Parte da quelli spagnoli a cui propone una alleanza con Ciudadanos che con tutta evidenza pensa valida anche per il governo spagnolo. Infatti dice a Ciudadanos che non va l’alleanza con la destra di Vox. Ma chiaramente non vuole neanche quella tra Sanchez e Unidos Podemos.

In Italia c’è già pronto il PD di Zingaretti e Calenda con mezzo simbolo che dialoga con Macron. Dopo il socialismo liberale di Blair si torna in quella direzione ma stavolta con i liberali che puntano a spiantare i socialisti già in crisi. Obbiettivo che rimane è contrastare una vera risposta di sinistra e puntellare il sistema. Per questo le forze del Gue e di Sinistra europea sono fondamentali di fronte a questo nuovo giro di valzer. Ma anche Corbyn dovrebbe battere un colpo.

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