Condividi

Brenton Tarant è il suprematista bianco che il 15 marzo 2019 ha attaccato due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda uccidendo 50 persone e ferendone altre 39 mentre riprendeva il tutto con una GoPro fissata sulla sua testa. «L’origine del mio linguaggio è europea, la mia cultura è europea, le mie convinzioni politiche sono europee, la mia identità è europea e, la cosa più importante, il mio sangue è europeo» ha scritto Tarrant, che in realtà è cittadino australiano, in un manifesto di 74 pagine che ha postato online prima dell’attacco. Il testo dal titolo The great replacement redatto in uno stile che si ispira al mass-murderer norvegese Breivik, è di grande interesse sia dal punto di vista psichiatrico che politico-culturale e sociologico. L’autore rispondendo ad una serie di domande che lui stesso si pone, si definisce, con uno strano e ossimorico neologismo, un eco-fascista con simpatie per la repubblica popolare cinese (?!): nello stesso tempo egli ritiene sir Oswald Mosley la persona nella storia che ha espresso opinioni politiche più simili alle sue. Mosley, ricordiamolo è stato il fondatore nel 1932 dell’Unione britannica dei fascisti, formazione politica di estrema destra, vicina al Partito nazionale fascista di Benito Mussolini, che ebbe una certa popolarità tra gli ambienti conservatori per la sua adesione all’anticomunismo e al protezionismo. Il 4 ottobre del 1936 i fascisti in camicia nera guidati dal baronetto marciarono sull’East End di Londra nel tentativo di intimidire e ridurre al silenzio le organizzazioni sindacali e i gruppi ebraici che soggiornavano in quei quartieri. Quella che voleva essere un’imitazione della marcia su Roma passata alla storia come la battaglia di Cable street si risolse in un clamoroso disastro che spezzò la schiena al fascismo britannico per la violenta reazione popolare che suscitò. Dichiarandosi fascista, idealmente vicino a Mosley, Tarrant si identifica con un perdente che vantando amicizie come quella di Joseph Goebbels e Adolph Hitler, andò comunque incontro a una serie ininterrotta di sconfitte politiche conoscendo anche il disonore del carcere. Nel suo delirante manifesto l’australiano pluriomicida, sostenitore di Donald Trump e della Brexit, è ossessionato dal problema della differenza dei livelli di natalità. L’invasione di mussulmani che secondo il suprematista si realizzerebbe in Europa e in particolar modo in Francia, sarebbe la conseguenza di un tasso di crescita demografica particolarmente alto dovuto ad una caratteristica genetica e razziale che costituirebbe una superiorità rispetto alle popolazioni autoctone condannate invece alla denatalità. L’incitamento alle…

L’articolo di Domenico Fargnoli prosegue su Left in edicola dal 12 aprile 2019


SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti

Condividi