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Tra le fake news più pericolose degli ultimi anni c’è quella che riguarda la sbandierata quanto inesistente invasione dei migranti in Italia. Su cui il capo leghista Salvini, citando un fantomatico piano Kalergi di sostituzione etnica, ha costruito narrazioni paranoiche che istigano all’odio e indirettamente legittimano le azioni squadriste dei gruppi di estrema destra.

Ma in questo ultimo scorcio dell’anno il volto impietrito di Medusa di un’Italia terrorizzata e irretita si è sciolto in un mare di sardine. D’un tratto, per iniziativa di quattro ragazzi che hanno saputo cogliere uno Zeitgeist che aleggiava ed era ancora invisibile, è emersa la rappresentazione plastica di un’Italia che non ha abboccato alla propaganda dai contenuti cinici e violenti.

Il cosiddetto movimento delle sardine ha invaso le piazze con i libri e con parole nuove che sanno di accoglienza, cultura, antifascismo, parlando di gratuità dell’arte e della bellezza di ritrovarsi insieme. L’onda ha portato via la fissità della paralisi e l’isolamento in cui vorrebbero confinarci le politiche della paura che generano insicurezza. Abolire i due decreti Salvini, divenuti legge, è la priorità.
Cancellare provvedimenti basati su una pericolosa falsificazione della realtà e sulla criminalizzazione del fenomeno dell’immigrazione è quanto mai urgente.

Non c’è mai stata e, come conferma anche l’ultima indagine Istat, non c’è alcuna invasione. Anzi. Nel 2018 gli ingressi in Italia hanno subito una battuta d’arresto. In particolare «sono nettamente in diminuzione le immigrazioni provenienti dal continente africano». Mentre continua, invece, una massiccia emigrazione di italiani all’estero. Le minacce per la sicurezza in Italia non vengono dai migranti. I reati sono in calo, salvo i femminicidi. E a uccidere le donne non sono gli stranieri ma fidanzati e parenti….

Per quanto dolorosa e scomoda «la verità è sempre rivoluzionaria», diceva Gramsci. Costringe ad aprire gli occhi. Poiché non ci rassegniamo a credere alle fandonie propalate dai libri sacri ma anche dai media mainstream abbiamo invitato economisti, storici, antropologi e scienziati a smontare una serie di colossali balle dure a morire. A cominciare dalle bufale complottiste come il piano attribuito a Kalergi (che in realtà era un illuminista fautore del meticciato!), secondo la quale dietro le migrazioni attuali ci sarebbe nientemeno che un progetto per distruggere l’identità europea.

Il mito auto assolutorio “italiani brava gente” (volto a coprire la ferocia del nostro passato coloniale) viene qui decostruito sul piano documentale dalla storica Valeria Deplano ricordando il gesto agit prop di femministe che sulla statua dedicata a Indro Montanelli hanno apposto la targa «stupratore di bambine» denunciando una vicenda troppo spesso lasciata in ombra dalla stampa nostrana. Ovvero l’acquisto da parte dell’esimio giornalista di una ragazzina, una moglie dodicenne presa quando si trovava nel Corno d’Africa, durante la guerra d’Etiopia. Sposa bambina che in un’intervista Montanelli descrisse come «un animalino docile» sostenendo impunemente che in Africa una dodicenne sarebbe già donna.

Bufale pericolose e imperiture sono quelle che ci propinano da millenni le ideologie religiose e oggi nuovi crociati – da Salvini a Meloni – che vorrebbero farci credere alle radici esclusivamente cristiane dell’Europa, negando il contributo e il valore delle altre culture. Bufale che mettono a rischio la nostra salute fisica e psicologica sono quelle che provengono dalle pseudoscienze e da autentiche truffe come il metodo Stamina e la costruzione del falso nesso fra vaccini e autismo, che nel lontano 1998 fu confezionato ad hoc da Wakefield ma che, nonostante lui sia stato condannato e radiato dall’ordine dei medici, continua ad alimentare le battaglie oscurantiste dei no vax.

Costruzioni non meno ideologiche sono quelle che provengono dall’economia che, nonostante la crisi economica del 2008 e il feroce aumento delle disuguaglianze, continua a predicare la fede nella mano invisibile del mercato che si auto regola, producendo ricchezza e benessere per tutti. Di questo si occupa l’economista Andrea Ventura mentre l’economista Ernesto Longobardi smonta il mito dell’Homo oeconomicus che viene spacciato come verità antropologica. Secondo questo modello saremmo solo consumatori e/o individui dotati di una razionalità strumentale tutta volta alla massimizzazione del profitto. Se così fosse, che ne sarebbe della complessità e profondità della realtà umana fatta di affetti, emozioni, sogni, creatività, fantasia, sessualità, gioia di vivere e di stare con gli altri?

L’editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola dal 20 dicembre 2019

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