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Da Salvini a Giorgia Meloni. Da Marcello Pera a Magdi Allam. Quelli che negano la storia multiculturale dell’Europa, dove i valori laici e democratici sono stati attaccati dal fanatismo religioso e dalla ferocia di crociati e santi inquisitori

Matteo Salvini che bacia il crocifisso dopo la vittoria elettorale e che, dal palco di piazza Duomo a Milano, dice di affidarsi al «cuore immacolato di Maria» e «ai santi patroni d’Europa». Il capo leghista Salvini che in veste di ministro degli Interni partecipa all’oscurantista Congresso mondiale delle famiglie di Verona in nome di Dio, patria e famiglia. Mentre Giorgia Meloni, da leader dei Fratelli d’Italia, brandisce sulla scena pubblica il suo essere madre, bianca, cristiana. In barba alla Costituzione e a ciò che ha scritto la Corte costituzionale in una sentenza del 1989 riconoscendo nella laicità il principio supremo dello Stato.

I nuovi crociati irridono il trattato di Lisbona (2007) che mantenendo l’impronta laica della Costituzione europea (che era stata bocciata nel 2005) non fa alcun riferimento alle presunte radici giudaico-cristiane dell’Europa. Tirate in ballo a destra e a manca, a partire dall’ex laico Marcello Pera dal convertito al cristianesimo Magdi Allam ma anche da Khaled Fouad Allam che ebbe a dire: «L’Europa è debitrice verso il cristianesimo perché, lo si voglia o no, esso le ha dato forma, significato e valori». Peccato che la verità storica mostri tutt’altro. Fin dalla prima affermazione del cristianesimo come religione di Stato, a partire da un falso come la donazione di Costantino, smascherata dall’umanista Lorenzo Valla nel 1517. Come hanno documentato molti libri e di recente Catherine Nixey con il saggio Nel nome della croce, la distruzione cristiana del mondo classico (Bollati Boringhieri) il cristianesimo si insinuò nei gangli dell’impero romano cancellando ogni precedente tolleranza e pacifica convivenza politeista. Arrivando a sussumere i precedenti riti pagani per cambiarne il segno in una univoca e autoritaria direzione monoteista.

Alle origini del Natale, per fare un esempio, c’è la festa pagana del Sole, Sol invictus, da cui si era sviluppato il culto di Mitra. «I demoni, dicevano gli uomini di Chiesa, dimoravano nelle menti di chi praticava i vecchi riti. Chiunque criticasse il cristianesimo, avvertiva l’apologeta Tertulliano, attaccava il cristianesimo perché sotto il controllo di Satana», scrive Nixey. Non fu il solo. Basti dire che Agostino «fu maestro del paradosso pio “Oh crudeltà misericordiosa!». E ferocissima fu la persecuzione. Nel IV…

L’articolo di Simona Maggiorelli prosegue su Left in edicola dal 20 dicembre

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