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Fu la prima donna medico in Europa dopo essersi formata alla celebre Scuola medica salernitana. Con un approccio decisamente laico e moderno si dedicò alla “medicina delle donne”, la ginecologia. La sua è una storia che oggi merita di essere conosciuta, scrive l’autore dell’articolo nel suo nuovo libro sulla “sanatrix salernitana”

«Vi dico di una donna filosofa di nome Trotula, che visse a lungo e che fu assai bella in gioventù e dalla quale i medici ignoranti traggono grande autorità e utili insegnamenti. Ci svela una parte della natura delle donne. Una parte può svelarla come la provava in sé; l’altra perché, essendo donna, tutte le donne rivelavano più volentieri a lei che non a un uomo ogni loro segreto pensiero e le aprivano la loro natura». (Anonimo).
Chi parla è un autore francese del tutto anonimo della seconda metà del XIII secolo. E la donna di cui racconta con tanto entusiasmo è non meno misteriosa. Sappiamo che ha nome Trotula (o, forse, Trota), che è nata e vissuta a Salerno nell’XI secolo e che non è una filosofa. Neppure a rigore una filosofa naturale, anche se sa di filosofia naturale. Trotula è un medico. La prima donna medico e scienziata d’Europa. Il suo nome può sembrare strano. Ma lo è solo per noi che viviamo quasi mille anni dopo. Trotula è infatti il diminutivo di Trota, nome assai diffuso in età medioevale nell’Italia meridionale: nei necrologi delle confraternite salernitane tra l’XI e il XIII secolo sono citate almeno 70 donne con questo nome. Vale analogo discorso per Trocta o per Trotta, come qualcuno vuole che si chiami: anche di questi eventuali nomi, Trotula può ben essere il diminutivo. Ci sono alcuni che amano puntualizzare: Trotula è (sarebbe) solo il nome di un libro, Trotula appunto, messo a stampa nel XVI secolo e attribuito a una donna il cui nome reale era Trota. Ma se è così, l’equivoco sarebbe nato molto presto, visto che l’anonimo francese che la chiama Trotula vive nel Duecento. Trotula, dunque, non sarebbe mai esistita e sarebbe semplicemente il titolo di un libro ascrivibile a Trota (o a Trocta o a Trotta). Il nome più gentile si sarebbe imposto per sbaglio. Ma è ormai così diffuso che noi, per semplicità, continueremo a chiamare Trotula la signora, ove anche sia altamente probabile che il suo vero nome fosse Trota.

Che il lettore non si spaventi per questo strano e ingarbugliato incipit. Serve solo a mettere in chiaro fin dall’inizio che della prima donna medico e scienziata d’Europa – Trotula di Salerno – sappiamo poco con documentata certezza. E anche in quel poco che sappiamo, lo avrete già capito, c’è un bel po’ di confusione. Tuttavia, tra ciò che conosciamo per certo c’è che Trotula è realmente esistita. E che nell’XI secolo la sanatrix salernitana, proprio perché donna e proprio perché esponente autorevole della famosa Scuola medica della città campana, gode della fiducia delle sue pazienti. Esattamente come sostiene l’anonimo autore francese. Non si discosta troppo dalla verità storica chi le attribuisce una grande cultura teorica e clinica, pari se non superiore a quella di molti magistri (maestri maschi) della Scuola…

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 17 aprile 

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