Condividi

In provincia di Cosenza, a Torano Castello, c’è una Rsa “sfuggita” alle cronache nazionali. Eppure, purtroppo, ruota intorno a questa casa di riposo il più grande focolaio di Covid-19 in tutta la regione: oltre 100 casi positivi tra pazienti, operatori sanitari e parenti degli ospiti

La storia va raccontata con calma, dall’inizio e per bene perché è significativa di ciò che accade nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) mica solo in Lombardia e perché definisce perfettamente la commistione che la salute e la politica riesce a esercitare nei suoi modi peggiori. Siamo a Torano Castello, un piccolo comune di 4mila abitanti in provincia di Cosenza, qui c’è la Rsa Villa Torano, il più grande focolaio di Covid-19 in tutta la Calabria che è “sfuggito” alle cronache nazionali: più di 100 casi positivi tra pazienti, operatori sanitari, parenti degli ospiti e gli altri contatti stretti.

Tutto esplode nel giorno di Pasquetta: rimane infettata una paziente, viene ricoverata e in poche ore si diffonde la notizia di altri 21 casi positivi. Il sindaco di Torano Castello, Lucio Franco Raimondo, comincia a preoccuparsi sul serio e non si trattiene intervistato dalla Rai: «In questo momento i numeri che si alzano sono preoccupanti – dice – e l’obiettivo adesso è quello di avere in pochi giorni un quadro più completo possibile del numero dei contagiati perché purtroppo i dati fanno pensare che il tutto non si è sviluppato in uno o due giorni ma c’era qualcosa che covava da più giorni, da più settimane… Quindi si è deciso per l’estensione dei tamponi anche su familiari, amici e su quelli che impropriamente i giorni di Pasqua e Pasquetta hanno avuto contatti – che non dovevano avere ma che ormai hanno avuto -… Dobbiamo accettare il dato che c’è e lavorare per circoscrivere tutti questi contatti e avere il numero preciso dei possibili contagi».

Qui facciamo un passo indietro: chi gestisce la casa di riposo di Villa Torano? L’amministratore è Massimo Poggi ma in Calabria tutti sanno che Poggi è l’amico e il collaboratore di sempre di Claudio Parente e Parente da queste parti non è uno sconosciuto: 63 anni, originario di Rogliano, Claudio Parente è stato consigliere regionale con la lista “Scopelliti Presidente” per poi schierarsi con Occhiuto e infine appoggiare alle ultime elezioni Jole Santelli. La politica anche da queste parti funziona semplice per chi ha le mani in pasta con la sanità privata: si sta dalla parte del più forte, sempre, semplicemente. Amministratore unico della Medical Sport Center srl di Catanzaro (gruppo che si occupa di centri di riabilitazione e di medicina dello sport, tra cui anche Villa Torano) Parente è anche presidente dell’associazione Vivere Insieme onlus che tra i vari settori si occupa anche di sanità attraverso la gestione di oltre 400 posti letto Rsa oltre che della realizzazione e della gestione di impianti polisportivi e di ricerca. Nelle ultime elezioni a Parente Jole Santelli ha affidato il coordinamento e la gestione della lista della “Casa delle Libertà”, il serbatoio di voti che ha permesso al centrodestra di vincere le recenti regionali.

Insomma, la vicinanza tra i due è piuttosto acclarata se è vero che anche i deputati M5s Dalila Nesci, Francesco Sapia e Giuseppe d’Ippolito hanno presentato un’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Interno in cui scrivono così: «La gestione di Villa Torano sarebbe riconducibile al politico Claudio Parente, che appartiene allo stesso schieramento della presidentessa della Regione Calabria, Jole Santelli, e dunque con un possibile, forte conflitto di interessi in questa vicenda ancora non chiara, che in ogni caso dovrebbe indurre l’esecutivo regionale a rivedere a fondo i rapporti con la sanità privata, spesso riferibile a soggetti con incarichi elettivi». Sul punto l’amministratore di Villa Torano Gianmario Poggi è intervenuto in una trasmissione locale garantendo che «Parente è solo un amico e un professionista molto competente. Ma è lontano dalla proprietà. Ha venduto le sue quote un attimo prima di entrare in politica…», peccato che si stia dimenticando che nell’aprile 2010, quando Parente sbarcava nella politica regionale con Peppe Scopelliti, quel 40% del pacchetto delle strutture sanitarie è stato venduto alla moglie di Parente (come si evince dalle visure camerali tenendo conto delle quote dirette in Medical e indirette e cioè nell’altra società che fa parte della stessa capogruppo). Torniamo a Villa Torano: nel periodo di Pasqua sono 78 le persone positive all’intento della struttura. Il 16 aprile…

L’inchiesta prosegue su Left in edicola dall’1 maggio

Leggilo subito online o con la nostra App
SCARICA LA COPIA DIGITALE

SOMMARIO

Commenti

commenti

Condividi