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La tecnica del placcaggio faccia a terra che ha ucciso Floyd è adottata anche dalle nostre forze dell’ordine

Otto minuti e 46 secondi. Tanto è durato il placcaggio, con compressione del torace e del collo, di George Floyd. Otto minuti e 46 secondi che hanno portato l’abuso di polizia sui cittadini di pelle nera negli Stati Uniti alla ribalta mediatica e politica internazionale. È un filmato doloroso e scioccante, ma non sorprendente. Gli archivi sono pieni di casi simili a quello di George. E non accade solo negli Stati Uniti.
Pochi mesi fa in Francia alcuni passanti hanno girato dei filmati simili a quello di Minneapolis: Cédric Chouviat, un fattorino fermato per un controllo, dopo un diverbio con un gruppo di agenti è stato messo faccia a terra e ammanettato; nei video si vedono le gambe di Cédric che si dimenano a lungo, poi sempre meno, fino a fermarsi. Aveva 42 anni.

In Francia l’abuso di polizia, specie sulle minoranze, è un rilevante tema di discussione mediatica e politica. L’anno scorso il film Les misérables di Ladj Ly è stato fra i più visti e apprezzati della stagione: ambientato in una banlieue, tratta proprio questo argomento; un ragazzo viene colpito e ferito gravemente da un agente, la pattuglia cerca di occultare il fatto e nascondere le prove, segue una violenta rivolta dei giovani del quartiere. Il film è stato da poco diffuso in Italia e merita d’essere visto, specie in un Paese come il nostro, poco abituato a discutere in pubblico su questi temi e con imbarazzanti trascorsi in materia. La condizione dei neri negli Stati Uniti e anche le tensioni delle banlieue francesi non sono comparabili con quanto succede nelle nostre città, ma certe modalità d’arresto…

Lorenzo Guadagnucci fa parte del Comitato verità e giustizia per Genova

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 12 giugno

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