La Regione Lombardia andrebbe commissariata. Lo dico da un anno, lo ripeto oggi, l’ho fatto, insieme ad altri, pure a livello europeo. Siamo di fronte ad un fallimento epocale, ad una sconcertante serie di errori e ad una perdita impressionante di credibilità. Voler minimizzare tutto questo è la più stupida delle prove di inadeguatezza. Il fatto che la classe dirigente di centrodestra insista con l’autoassoluzione è il racconto della miopia di Fontana e soci. O meglio, innanzitutto, di quella fallimentare “banda dei quattro” che ha oggi le responsabilità maggiori, sul piano politico e sostanziale di quel che sta avvenendo. Mi riferisco al già citato presidente ma pure a Letizia Moratti, Guido Bertolaso e al sempre attivo Matteo Salvini. Ovviamente il Covid-19 non lo ha portato nelle terre lombarde la giunta che (mal)governa. Ricordarlo è perfino banale. Ed è pure scontato sottolineare come non vi sia angolo nel mondo che possa dire di averle “azzeccate tutte”. Se guardiamo all’intero film dei dodici mesi che hanno stravolto la nostra società, le nostre comunità, dobbiamo essere inoltre consapevoli del fatto che la dimensione epocale del fenomeno abbia messo in crisi modelli sanitari, economici, istituzionali tra loro molto diversi. Tuttavia la regione più produttiva d’Italia, una delle più produttive d’Europa, si è resa protagonista di una  serie di inciampi che l’hanno vista andare in tilt, sempre, nelle diverse fasi pandemiche. Un unicum.

Basta stilare un breve e…


L’articolo prosegue su Left del 2-8 aprile 2021

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