Delle vittime Usa negli attentati a Kabul conosceremo presto i sogni, le professioni, i talenti. Mentre gli afghani rimangono vittime necessarie anche se collaterali di una guerra che è già annunciata

Ma dai, l’avevo scritto in tempi non sospetti che sarebbe finita male e invece tutti i grandi cultori della diplomazia (quelli che ci rivendono la tiepidezza come arguta capacità politica) hanno provato a dirci che l’Afghanistan fosse necessario, che la guerra ventennale fosse giusta e perfino che la ritirata vigliacca fosse un capolavoro. E invece niente.

Perché sostanzialmente ieri è successo quello che doveva succedere, ovvero che un popolo tenuto sotto la bolla di un’occupazione militare si scopre oscenamente nudo appena quelli cominciano a togliere le tende, apparecchiare armi e bagagli e prepararsi ad andarsene dopo uno degli accordi più feroci, stupidi e irresponsabili della storia.

Il numero dei morti non si sa ancora, non si ha un numero definitivo mentre preparo questo Buongiorno, ma si dice almeno 60 vittime; 60 morti tra quella fiumana di persone in fila che già erano diventate carne, carne in fila per provare ad entrare dentro un buco, già cannibalizzate dall’avere la speranza come unico spiraglio per respirare. Un attentato contro civili inermi che ostenta tutti i denti come ostentano il morso coloro che lavorano sul palcoscenico del mondo utilizzando il terrore: i terroristi. E il palcoscenico internazionale anche questa volta è stato apparecchiato dall’Occidente che vorrebbe esportare la democrazia e invece non sa nemmeno organizzare una dignitosa ritirata.

Ora, per un secondo, proviamo a guardarla restando umani: ci sono persone in fila che vengono sorteggiate per cavalcare gli ultimi voli in partenza in base alle conoscenza, mica in base ai bisogni. Una Schindler’s List che fa venire le vertigini ogni volta che spericolatamente si osa pensare a quelli rimasti fuori. La comunicazione di queste ore è già disumana: si dividono i morti civili afghani da quelli americani, anche i morti da quelle parti hanno un diverso prezzo al chilo. Delle vittime Usa conosceremo presto i sogni, le professioni, i talenti; mentre gli afghani rimangono vittime necessarie anche se collaterali di una guerra che è già annunciata: da quelle parti sarà un macello e un macello per essere a forma di macello ha bisogno di carne. Quelli sono carne.

Biden dice “i terroristi ci hanno attaccato”. Falso, falsissimo, ancora una volta. I terroristi sono andati a prendersi con i denti un territorio lasciato scoperto e impoverito nonostante 20 anni costosissimi di guerra. Che l’ospedale di Emergency abbia dovuto farsi carico di tutti i feriti è la dimostrazione più significativa di come il volontariato si faccia carico di ciò che spetterebbe agli Stati. Anche per questo Gino Strada è stato un grande uomo di Stato, nonostante questi ne abbiano paura.

Gli italiani sono partiti, tutti. Sono partiti i diplomatici e i militari. Li abbiamo lasciati nel sangue.

Bravi, tutti.

Buon venerdì.

 

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