Il presidente Usa ha in mente un’idea precisa: scardinare le strutture democratiche del suo Paese, lanciare una campagna predatoria e imperialista nei confronti del resto del mondo. E noi stiamo a guardare?

Stanotte Trump si è esibito in una torrenziale conferenza stampa, la forma di governo preferita di ogni plutocrazia che usa le parole per fomentare lo spostamento dell’etica pubblica. Il presidente degli Usa ha detto al mondo che l’Unione europea è «nata per truffare gli Stati Uniti» e che i prodotti europei saranno «presto» soggetti a dazi del 25%. «Abbiamo preso la decisione, e la annunceremo a breve, che sarà del 25%», ha detto Trump. I dazi contro la Ue «riguarderanno le auto e altre cose», ha detto Trump.

L’elefantiaca Unione europea, di rimando, ha fatto sapere che «reagirà in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando i dazi vengono utilizzati per contestare politiche legittime e non discriminatorie», promettendo di «proteggere le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati». Letta così, la risposta di Bruxelles è un’affermazione di incontrovertibile buon senso. Il problema, sempre lo stesso, sta nel fatto che è solo una risposta, come sempre.

Donald Trump ha in mente un’idea precisa: scardinare le strutture democratiche degli Usa, lanciare una campagna predatoria e imperialista nei confronti del resto del mondo, consolidare il suo rapporto con Putin, che ritiene «molto intelligente», lucrare sulla pace in Ucraina dopo aver fatto affari d’oro sulla guerra, distruggere il diritto internazionale con il bilateralismo e accogliere chiunque si presenti al suo confine con un sacco di soldi.

Ecco, forse il problema per l’Europa è qualcosa di più dei “dazi ingiustificati”. Donald ha una strategia, e l’Europa?

Buon giovedì.

 

In foto Ipa: Donald Trump al primo “consiglio dei ministri”