«Babbo, alzati. Per favore alzati.» Lo ha detto un bambino di undici anni stringendo la mano al padre che moriva in piazza Felice Palma a Massa. Giacomo Bongiorni, 47 anni, aveva chiesto a un gruppo di ragazzi di smettere di lanciare bottiglie contro una vetrina. Lo hanno ammazzato. Il figlio undicenne ha visto tutto.
Cinque gli identificati dai carabinieri: due maggiorenni di 19 e 23 anni, indagati per concorso in omicidio volontario, e tre minorenni la cui posizione è al vaglio della procura minorile di Genova. I fermi, spiega la procura, sono stati possibili grazie alle telecamere di sorveglianza della piazza. Matteo Salvini (Lega), vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, ha aperto i social e ha scritto: “Basta col buonismo: chi delinque deve avere certezza e paura di pagare i suoi errori fino in fondo”. Pene certe, nessuno sconto.
Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, governa con il sostegno di Lega e Forza Italia da quasi otto anni. La sua risposta all’omicidio: controlli rafforzati e un coprifuoco. Pochi giorni prima, nello stesso centro storico, c’era già stata un’altra rissa con lancio di bottiglie. Salvini governa l’Italia. Il suo partito siede al tavolo del governo da tre anni. Su sicurezza e pene può legiferare quando vuole. Ha tempo. Ha i voti. L’indignazione ha un vantaggio rispetto alle leggi: richiede molto meno sforzo. Un post alle dieci di mattina, il dolore della città trasformato in carburante per il prossimo comizio. Il bambino che chiedeva al padre di alzarsi meritava qualcosa di più.
Buon martedì.




