Il mondo visto da qui somiglia poco a quello dei telegiornali

Cinquantasei italiani su cento mettono il caro vita in testa alle loro paure: lo dice l’ultimo Osservatorio politico dell’istituto Ixè, uscito ieri. Vuol dire che la spesa costa di più, che lo stipendio basta di meno, che il benessere se ne va e le famiglie sono più povere. Altro che propaganda.

Poi viene la sanità che si sfalda, al 42%, toccata con mano da chi aspetta mesi una visita e paga di tasca la prestazione che il pubblico non gli dà più. E l’immigrazione, feticcio quotidiano dei talk show, sta quasi in fondo alla lista, al 22%. Curioso, per un Paese che a sentire i titoli non parlerebbe d’altro.

Il mondo visto da qui somiglia poco a quello dei telegiornali. Alla domanda su chi minaccia la pace gli italiani mettono primi gli Stati Uniti di Trump (50%), poi l’Israele di Netanyahu (40%), e solo terza la Russia di Putin. Della Cina si fidano di più (29%) che dell’America (17%), che stacca Mosca di appena due punti. In Trump personalmente la fiducia è l’8%.

E intanto la fiducia nell’Unione europea, quella che nei nostri editoriali è sempre la stella polare, è scivolata dal 67% del 2020 al 45% di oggi. Nel governo Meloni si ferma al 37%, nell’opposizione al 20%. Alle prossime politiche promette di votare di sicuro solo il 50,7%, contro il 63,9% del 2022.

Adesso riavvolgete il telegiornale di ieri, un talk, un editoriale di prima pagina, e contate quanto spazio prende ognuna di queste cose, e in che ordine. Non raccontano agli italiani la loro vita. Raccontano la loro. Poi ci stupiamo che votino di meno, comprino meno giornali, di loro si fidino sempre meno.

Buon mercoledì.

Foto Gov

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.