Blackout continui, infrastrutture obsolete, emigrazione giovanile, il peso del bloqueo, l’urgenza di riforme che tardano ad arrivare. Cuba attraversa una crisi profonda aggravata dalle minacce di Trump. E ancora una volta la vita quotidiana si fa resistenza

Mentre scrivo questo articolo Cuba è di nuovo al buio. Il Sen (Sistema elettrico nazionale) è collassato per l’ennesima volta. Queste interruzioni complete del servizio elettrico, che possono durare fino a 72 ore, non si contano più. D’altra parte, gli apagones (i blackout) sono diventati così frequenti che molti non capiscono più se non hanno la luce a causa di un apagòn programmato o per la caduta del Sen. Gli apagones sono programmati perché in questo modo il governo cerca di razionalizzare l’uso e la distribuzione del poco combustibile fossile disponibile sull’isola. Al contrario, il Sen collassa improvvisamente (e sempre più frequentemente) a causa dell’obsolescenza dell’infrastruttura che lo sostiene. Si tratta per lo più di centrali termoelettriche costruite prima del crollo del blocco sovietico (la famosa Antonio Guiteras, che alimenta l’Avana, fu inaugurata nel 1984, la Carlos Manuel de Cespedes, situata a Cienfuegos, fu aperta nel 1978).

Centrali che, dal Periodo especial in poi, come tutta l’infrastruttura cubana hanno beneficiato di ben poca manutenzione. In tutti i report preparati annualmente dal governo cubano per le Nazioni unite, report che quantificano l’impatto sulla popolazione civile delle Ucm (misure coercitive unilaterali, imposte dagli Usa, ciò che i cubani chiamano bloqueo), leggiamo che uno degli effetti secondari, eppure drammatici, delle Ucm, è proprio questo: moltissime imprese del settore, anche non statunitensi, si rifiutano non solo di vendere pezzi di ricambio a Cuba, ma persino di mandare manodopera specializzata per consulenze, per paura di ripercussioni che potrebbero causare gravissimi danni economici. È importante sottolineare che tali ripercussioni, che nella maggior parte si manifestano attraverso sanzioni e multe contro l’impresa che non ha rispettato le Ucm, hanno un carattere extraterritoriale, ovvero, gli Usa impongono le Ucm al di fuori del loro territorio nazionale, anche a cittadini e imprese che non sono statunitensi. Questo, dal punto di vista del diritto internazionale, è completamente illegale. In alcuni

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