Prima si rompe il termometro e poi ci si lamenta che la febbre non si riesce a misurare

Ricordatevelo bene: il ministero dell’Economia è della Lega dal 2022 e oggi nel 2026 la Lega ci spiega che lo Stato deve imparare a diventare insensibile di fronte alle differenze di reddito. Claudio Borghi, senatore del partito, ha liquidato così gli aiuti sui carburanti legati al reddito: «C’è in Italia una marea di bonus, e vanno per la maggior parte a stranieri ed evasori». Attenti, sono parole premuniate da chi tiene la cassa.

Gli evasori, la Relazione del Mef, li ha già contati: fra 89,7 e 90,9 miliardi di imposte mancanti nel 2022, e la voce peggiore è l’Irpef di lavoro autonomo e impresa, dove manca il 59,8 per cento dell’imposta potenziale, mentre sul lavoro dipendente la ritenuta parte dalla busta paga e non sbaglia un colpo. Gli stranieri, intanto, di Irpef ne hanno versata 12,6 miliardi, secondo i calcoli della Fondazione Leone Moressa.

Poi c’è l’Isee, e il termometro l’hanno rotto proprio loro al governo: la franchigia sulla prima casa è salita da 52.500 a 91.500 euro con la legge di bilancio, i titoli di Stato ne escono fino a 50.000, e l’Ufficio parlamentare di bilancio stima che a guadagnarne sia il 64,5 per cento dei lavoratori autonomi. Quindi prima si rompe il termometro e poi ci si lamenta che la febbre non si riesce a misurare.

Solo che qui non si sta semplicemente litigando sul gasolio. L’articolo 53 della Costituzione vuole un sistema tributario progressivo, l’articolo 3 impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici, l’articolo 54 chiede a chi ha funzioni pubbliche di adempierle “con disciplina ed onore”.

Un partito che sospetta dei redditi ogni volta che c’è da dare a chi ha meno rinuncia all’uguaglianza per scelta, con le chiavi dell’Agenzia delle entrate nel cassetto e la faccia di chi le ha perse.

Buon venerdì.