In Sassonia-Anhalt la partecipazione al voto è salita, eccome, e non bisogna essere analisti troppo ferrati per vedere che a incassarla è stata l’AfD, il partito nazista che l’ufficio per la protezione della Costituzione del Land classifica come estremista di destra accertato: 170mila voti sono arrivati da chi cinque anni fa era rimasto sul divano.
Le proiezioni della Forschungsgruppe Wahlen danno AfD al 44 per cento, con la Cdu del cancelliere Friedrich Merz giù al 17,7, e sempre per Infratest dimap gli operai che la votano sono passati da circa un terzo al 61 per cento.
Da noi la spiegazione è sempre la stessa da anni, e la recitano quelli che la sanno lunga: votano così perché hanno paura, votano così perché non hanno capito. Che a me sembra davvero un gran bel modo di perdere un elettore per sempre. Gli spieghi che il guasto è lui, e lui intanto cerca una risposta secca e va a prendersela dove gliela danno. Anche se è sbagliata.
E dall’altra parte cosa trova? In un Land dove si incassano i salari più bassi della Germania, come ha scritto il Tagesspiegel, trova la Spd che siede al governo con Merz e ci resta comoda. Da noi trova un centrosinistra che al Parlamento europeo si è spaccato sulla risoluzione che accoglieva ReArm Europe.
L’83 per cento degli intervistati dalla Forschungsgruppe Wahlen sottoscrive la frase “quelli là in alto non si occupano dei problemi della gente comune”, e del resto hanno agito di conseguenza: ieri l’hanno scritto sulla scheda con la mano ferma.
L’estrema destra dà risposte sbagliate ma le dà tutte, subito; chi dovrebbe darne di giuste invece parla di “paura che vince” e non si interroga mai, mai, mai sul fatto che le sue risposte non siano per niente gradite e convincenti. L’estrema destra vince, la sinistra è “terrorismo” e gli annacquati lì in mezzo così terribilmente simili sono sempre tronfi con sempre meno voti.
Buon lunedì.




