Sindacati e imprese tornano a trattare sulle regole del lavoro: senza rappresentanza certificata, i contratti collettivi restano più deboli e i contratti pirata continuano a proliferare.

Contratti, rappresentanza, salario, formazione, salute e sicurezza: è da qui che riparte il confronto tra le parti sociali per la definizione di un nuovo sistema delle relazioni industriali. Al centro c’è anche la necessità di rafforzare la contrattazione collettiva e cancellare i contratti pirata attraverso un sistema di rappresentanza fondato sulla certificazione reale.

La trattativa è ripresa la scorsa settimana, giovedì 10 settembre. Il 17 giugno Cgil, Cisl e Uil avevano siglato la piattaforma sindacale per il confronto con le associazioni dei datori di lavoro; il 10 luglio le organizzazioni datoriali hanno raggiunto una propria intesa.

In tal modo era stato definito il perimetro del confronto che è ora in corso.

A qualificare, in primo luogo, il peso di questa trattativa è l’insieme delle organizzazioni in essa impegnate. Come detto, per parte sindacale, ci sono le tre organizzazioni confederali: Cgil, Cisl e Uil. Per le imprese, la rappresentanza è ampia e comprende, oltre a Confindustria, altre tredici associazioni datoriali: Agci, Ania, Casartigiani, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confservizi e Legacoop.

L’obiettivo, evidentemente fondamentale per il Paese, è quello di raggiungere una nuova intesa sui principi e i metodi, a otto anni dal Patto della fabbrica, firmato nel 2018, che definisca le forme della rappresentanza e le fondamenta per i nuovi contratti collettivi.

Senz’altro rilevante è anche il metodo del confronto, strutturato in un serrato calendario per il quale i tavoli si svolgeranno a scadenze settimanali: dopo l’appuntamento di giovedì scorso, le parti sociali torneranno a incontrarsi il 17 e 18, il 21 e 22 e il 28 settembre.

Tutto questo in un clima decisamente operativo e orientato all’obiettivo. Come ha spiegato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, «abbiamo iniziato a discutere a partire dalla nostra piattaforma sui temi che riguardano la rappresentanza. Abbiamo ragionato anche sulla misurazione della rappresentanza delle imprese e abbiamo ribadito la volontà di lavorare nel mese di settembre per ricercare un’intesa e quindi il percorso è confermato. Credo che sia un buon inizio, non semplice, ma per quello che ci riguarda siamo qui per raggiungere un’intesa che rafforzi il ruolo dei contratti, che cancelli i contratti pirata, che definisca un sistema di rappresentanza fondato sulla certificazione reale. Per noi vuol dire il voto dei lavoratori, quindi l’estensione delle elezioni di Rsu e il numero degli iscritti, e dall’altra parte nei prossimi incontri vogliamo affrontare i temi che riguardano il ruolo dei contratti, il salario, il diritto alla formazione, la salute e la sicurezza e naturalmente il rafforzamento della contrattazione collettiva. Ci siamo dati, in pratica, almeno due giornate di trattativa ogni settimana e abbiamo fissato il 28 settembre un momento di verifica di questi vari incontri. Vogliamo affrontare tutti i temi delle piattaforme che abbiamo presentato e il nostro obiettivo è lavorare per poter arrivare alla fine di questo mese il più vicino possibile a un’intesa».

Sull’altro “lato del tavolo”, il vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali, Maurizio Marchesini, ha affermato che «chiaramente la discussione è complessa, stiamo discutendo l’impostazione che dovrà valere per i prossimi, mi auguro, molti anni. Stiamo chiarendo anche molti aspetti interni all’organizzazione territoriale».

Sulla possibilità di arrivare a un’intesa entro fine settembre, Marchesini ha aggiunto: «Me lo auguro, abbiamo fissato un calendario molto fitto e i temi sono molto complessi. Mi auguro che riusciamo ad arrivare a una buona conclusione. È chiaro che noi fisseremo i principi generali e questo tavolo non finirà qui. Al di là dei principi generali, dopo ci saranno le esecuzioni che potrebbero richiedere un tempo più lungo».

La contrattazione e la rappresentanza sono, come è evidente, temi di grandissima complessità. Ma questo confronto strutturato e, tendenzialmente, non conflittuale, ci dice quanto la costruzione di soluzioni aggiornate per stabilire la legittimità delle parti e i principi di trattativa contrattuale sia urgente per il Paese e per le sue forze produttive. Rilievo rafforzato dal fatto che le parti sociali abbiano assunto l’argomento in proprio, come è giusto che sia, e con grande energia.

Che sindacati e imprese agiscano di concerto con un obiettivo comune è davvero un’ottima notizia.

L’autore: Già ministro del Lavoro, Cesare Damiano è presidente dell’associazione Lavoro&Welfare

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