L'antifascismo riparte da Macerata, abbiamo scritto in copertina. La manifestazione organizzata dai centri sociali e da Potere al popolo che ha visto migliaia e migliaia di persone sfilare pacificamente ha avuto il senso di un netto e vitale rifiuto dei criminali fascisti ma anche dei professionisti della paura (politici e media). Dalle strade della cittadina marchigiana si è alzato un forte e spontaneo no verso chi fa campagna elettorale con argomentazioni razziste, spacciando notizie false per indurre paura e senso di insicurezza, per poi poter imporre un controllo militare sulla società. Tutti coalizzati e tesi verso questo obiettivo, dal centrodestra di Salvini, Berlusconi e Meloni al centrosinistra di Renzi, Gentiloni e Minniti, passando per la “consegna del silenzio” invocata da Di Maio sulla strage tentata dal naziskin Traini. Tutti d’accordo, con l’incredibile avallo dei vertici dell’Anpi, della Cgil, di Libera e dell’Arci. Intervistata da Left Carla Nespolo dell’Anpi ha parlato di una decisione difficile presa per rispetto delle istituzioni. Una risposta che fa gelare il sangue, pensando ai partigiani che hanno speso la vita per abbattere le istituzioni fasciste. Le istituzioni non sono neutre, hanno un contenuto e un preciso segno politico, non saremo di certo noi a insegnarlo alla presidente nazionale dell’Anpi. Ma anche tralasciando quella terribile “gaffe”, ci domandiamo perché Anpi Cgil, Arci e Libera siano andati in soccorso del sindaco Pd di Macerata che con il suo appello chiedeva di far finta di nulla - o meglio -, con il soccorso di Minniti imponeva di chiudere gli occhi di fronte all’attacco terrorista compiuto da un fascioleghista, che ha sparato per uccidere, lucidamente, cittadini di colore. Come tacere rispetto a tutto questo? Come si può restare inerti rispetto alle dichiarazioni del segretario del Pd e del ministro dell’Interno che hanno commentato il gesto razzista e criminale di Traini dicendo «non ci si può far giustizia da soli». Come se gli immigrati presi a fucilate avessero commesso un reato! Per fortuna nella base dell’Anpi e in una significativa parte della Cgil è scattata la ribellione. “Per fortuna” c’è stata una ferma risposta di massa da parte di cittadini auto convocati, venuti da ogni parte del Paese. La manifestazione del 10 febbraio è stata un grande successo del movimento antifascista e antirazzista. E Minniti, per tutta risposta, il giorno dopo ha rimosso il questore che l’aveva autorizzata. Un normale avvicendamento dicono le fonti ufficiali. Normale a soli tre mesi dalla nomina? A noi pare di poterci leggere un’ulteriore conferma del fatto che quella iniziativa, secondo il ministro del governo Gentiloni, Marco Minniti e per il rottamatore della sinistra Matteo Renzi, andava annullata. Andava soffocata la sana reazione di chi ha solidarizzato con la comunità immigrata di Macerata colpita due volte: dall’attentato e dai sospetti che l’hanno investita dopo l’arresto di alcuni immigrati di origine nigeriana accusati dell’omicidio di Pamela. Perché quelle stesse persone pronte a “etnicizzare” il delitto, non hanno fatto lo stesso con l’italiano che ha ucciso Jessica a Milano? I profeti della paura, i politici, da Prestipino a Fontana, che parlano di difesa della razza bianca, di tutela della famiglia italiana tradizionale basata sui valori cristiani non fanno altro che legittimare e alimentare razzismo e xenofobia. Ed è di quella violenta ideologia che dovremmo aver «paura», non di fantomatiche invasioni di migranti, non dello straniero, non dello sconosciuto; dovremmo aver paura della “cultura” catto-fascista oggi propagandata da formazioni come Forza nuova e CasaPound, ma anche da partiti politici che corrono per le elezioni. è questa la vera emergenza. Torniamo ora a Macerata. A 17 anni, dopo un’adolescenza difficile, Traini fu folgorato da Forza nuova. Si sentì subito parte di quella comunità cattolica e fascista, ha raccontato. Nell’ideologia nazifascista ha trovato una giustificazione... Che ruolo gioca una cultura malata e criminale nell’armare la mano di una persona già disturbata? Che ruolo ha il fondamentalismo religioso? La moderna psichiatria parla di casi isolati, di singole personalità psicopatiche. Il nostro compito di giornalisti è di porre domande, anche scomode. Per questo su questo numero di Left abbiamo scelto di approfondire due questioni lontane, ma forse non troppo. L’avanzata delle destre clericofasciste e lo strapotere che il Vaticano continua a esercitare sull’Italia, anche attraverso la scuola e i media. Da millenni siamo ostaggio di una ideologia spacciata per antropologia, di una narrazione biblica che ci vuole tutti segnati dal peccato originale, tutti figli di Caino, dunque pronti a uccidere. E sui giornali mainstream dicono che potrebbe capitare a tutti di farlo. «Chi ha ucciso Pamela Mastropietro? La tossicodipendenza o la ferocia latente della natura umana?» si legge in un articolo di Repubblica. Forti di un pensiero nuovo sulla realtà umana noi di Left ci ribelliamo a una visione religiosa che non permette la conoscenza. [su_divider style="dotted" divider_color="#d3cfcf"]

L'editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola

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L’antifascismo riparte da Macerata, abbiamo scritto in copertina. La manifestazione organizzata dai centri sociali e da Potere al popolo che ha visto migliaia e migliaia di persone sfilare pacificamente ha avuto il senso di un netto e vitale rifiuto dei criminali fascisti ma anche dei professionisti della paura (politici e media). Dalle strade della cittadina marchigiana si è alzato un forte e spontaneo no verso chi fa campagna elettorale con argomentazioni razziste, spacciando notizie false per indurre paura e senso di insicurezza, per poi poter imporre un controllo militare sulla società. Tutti coalizzati e tesi verso questo obiettivo, dal centrodestra di Salvini, Berlusconi e Meloni al centrosinistra di Renzi, Gentiloni e Minniti, passando per la “consegna del silenzio” invocata da Di Maio sulla strage tentata dal naziskin Traini. Tutti d’accordo, con l’incredibile avallo dei vertici dell’Anpi, della Cgil, di Libera e dell’Arci. Intervistata da Left Carla Nespolo dell’Anpi ha parlato di una decisione difficile presa per rispetto delle istituzioni. Una risposta che fa gelare il sangue, pensando ai partigiani che hanno speso la vita per abbattere le istituzioni fasciste. Le istituzioni non sono neutre, hanno un contenuto e un preciso segno politico, non saremo di certo noi a insegnarlo alla presidente nazionale dell’Anpi. Ma anche tralasciando quella terribile “gaffe”, ci domandiamo perché Anpi Cgil, Arci e Libera siano andati in soccorso del sindaco Pd di Macerata che con il suo appello chiedeva di far finta di nulla – o meglio -, con il soccorso di Minniti imponeva di chiudere gli occhi di fronte all’attacco terrorista compiuto da un fascioleghista, che ha sparato per uccidere, lucidamente, cittadini di colore. Come tacere rispetto a tutto questo? Come si può restare inerti rispetto alle dichiarazioni del segretario del Pd e del ministro dell’Interno che hanno commentato il gesto razzista e criminale di Traini dicendo «non ci si può far giustizia da soli». Come se gli immigrati presi a fucilate avessero commesso un reato! Per fortuna nella base dell’Anpi e in una significativa parte della Cgil è scattata la ribellione. “Per fortuna” c’è stata una ferma risposta di massa da parte di cittadini auto convocati, venuti da ogni parte del Paese.

La manifestazione del 10 febbraio è stata un grande successo del movimento antifascista e antirazzista. E Minniti, per tutta risposta, il giorno dopo ha rimosso il questore che l’aveva autorizzata. Un normale avvicendamento dicono le fonti ufficiali. Normale a soli tre mesi dalla nomina? A noi pare di poterci leggere un’ulteriore conferma del fatto che quella iniziativa, secondo il ministro del governo Gentiloni, Marco Minniti e per il rottamatore della sinistra Matteo Renzi, andava annullata. Andava soffocata la sana reazione di chi ha solidarizzato con la comunità immigrata di Macerata colpita due volte: dall’attentato e dai sospetti che l’hanno investita dopo l’arresto di alcuni immigrati di origine nigeriana accusati dell’omicidio di Pamela. Perché quelle stesse persone pronte a “etnicizzare” il delitto, non hanno fatto lo stesso con l’italiano che ha ucciso Jessica a Milano? I profeti della paura, i politici, da Prestipino a Fontana, che parlano di difesa della razza bianca, di tutela della famiglia italiana tradizionale basata sui valori cristiani non fanno altro che legittimare e alimentare razzismo e xenofobia. Ed è di quella violenta ideologia che dovremmo aver «paura», non di fantomatiche invasioni di migranti, non dello straniero, non dello sconosciuto; dovremmo aver paura della “cultura” catto-fascista oggi propagandata da formazioni come Forza nuova e CasaPound, ma anche da partiti politici che corrono per le elezioni. è questa la vera emergenza.

Torniamo ora a Macerata. A 17 anni, dopo un’adolescenza difficile, Traini fu folgorato da Forza nuova. Si sentì subito parte di quella comunità cattolica e fascista, ha raccontato. Nell’ideologia nazifascista ha trovato una giustificazione… Che ruolo gioca una cultura malata e criminale nell’armare la mano di una persona già disturbata? Che ruolo ha il fondamentalismo religioso? La moderna psichiatria parla di casi isolati, di singole personalità psicopatiche. Il nostro compito di giornalisti è di porre domande, anche scomode. Per questo su questo numero di Left abbiamo scelto di approfondire due questioni lontane, ma forse non troppo. L’avanzata delle destre clericofasciste e lo strapotere che il Vaticano continua a esercitare sull’Italia, anche attraverso la scuola e i media. Da millenni siamo ostaggio di una ideologia spacciata per antropologia, di una narrazione biblica che ci vuole tutti segnati dal peccato originale, tutti figli di Caino, dunque pronti a uccidere. E sui giornali mainstream dicono che potrebbe capitare a tutti di farlo. «Chi ha ucciso Pamela Mastropietro? La tossicodipendenza o la ferocia latente della natura umana?» si legge in un articolo di Repubblica. Forti di un pensiero nuovo sulla realtà umana noi di Left ci ribelliamo a una visione religiosa che non permette la conoscenza.

L’editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola


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