Dall’inizio dell’anno 2015 più di 100.000 persone hanno rischiato le loro vite nel tentativo di raggiungere l’Europa attraverso il Mar Mediterraneo partendo dalle coste libiche. In totale, più di 2.500 di loro hanno perso la vita (fonte: Osservatorio Internazionale sulla Migrazione, 24 agosto 2015). Di fronte ai continui naufragi, alla tragedia umanitaria e alla mancanza di fondi per aiutare queste persone in difficoltà, SOS MEDITERRANEE lancia la prima campagna civile ed europea di salvataggio in alto mare finanziata dalla cittadinanza attiva.

L’obiettivo di SOS Mediterranee, insieme a Ulule e Médicins du Monde, è quello di riunire e mobilizzare i cittadini europei con un’iniziativa della società civile per raccogliere i fondi necessari per la realizzazione, al più presto possibile, di una prima operazione di salvataggio in alto mare. Ulule si è offerta così di diventare portavoce di una campagna che coinvolge tutta l’Europa, perché tutti dovrebbero impegnarsi attivamente per salvare vite umane.

«Abbiamo accettato di pubblicare il progetto SOSMed per due ragioni. La prima è molto semplice, come piattaforma generalista siamo aperti a tutti i tipi di progetti di scopo collettivo. Questo progetto quindi rientra naturalmente nella categoria che abbiamo l’abitudine di accompagnare. La seconda, e più importante, è una ragione di cuore: ci sono necessità molto urgenti che riguardano i rifugiati e la volontà collettiva di portare soccorso alle persone in difficoltà. Occorre mobilitarsi al massimo, in ogni paese, e supportare SOSMed era quindi un’evidenza naturale per il team di Ulule». (Mathieu Marie du Poset, Vice Direttore di Ulule)

Klaus Vogel_HD Sophie Beau-HDCome ha dichiarato il presidente fondatore di SOS MED, Klaus Vogel, che insieme a Sophie Beau ha dato il vida all’iniziativa, in un’intervista all’HuffingtonPost, chi fugge lo fa perché costretto, e gli stessi europei in passato si sono ritrovati a dover fuggire verso gli Stati Uniti. Non va dimenticato. Secondo Vogel, capitano con una lunga esperienza ora stabilmente in Italia, davanti a simili tragedie è la società civile stessa, non solo i governi, a dover agire e mobilitarsi perché sarebbe una follia voltarsi e fingere che nulla stia accadendo. 

I fondi raccolti con la campagna crowdfunding serviranno a prendere a noleggio una prima nave di salvataggio che incrocerà tra le coste italiane e quelle libiche.


 

Greece

«I finanziamenti per questo tipo di operazioni sono delicati: bisogna noleggiare una nave provvista del giusto equipaggiamento tecnico per intervenire in azioni di salvataggio in alto mare, bisogna reclutare personale marittimo, una equipe di medici e il personale necessario per garantire la logistica in mare e sulla terraferma. Per organizzare un mese di operazioni di intervento sono necessari due mesi di preparazione dell’equipaggio e del materiale di approvvigionamento. Non saremo soli, con noi ci saranno I Médecins du Monde, ma per arrivare al budget necessario abbiamo bisogno di voi!»

Il crowdfunding è una forma di finanziamento collettivo basato sulla formula delle “ricompense” che ha lo scopo di sostenere gli sforzi di artisti, associazioni, organizzazioni e di tutte quelle persone che hanno un sogno da realizzare. Uno sforzo che arriva dal basso, dalle persone comuni che, in qualche modo, si sentono coinvolte da questo sogno. Ulule, piattaforma di crowfunding francese, numero uno in Europa con oltre 10.000 progetti finanziati con successo dal 2010 (circa 1600 progetti all’anno) lancia una campagna che vuole portare un aiuto efficace ai tanti rifugiati in fuga dai paesi in guerra: questo, ora, è il loro sogno.

In pochi giorni, la campagna ha già raggiunto il primo obiettivo e superato le 200.000 euro. Con tali fondi sarà possibile il noleggio per la durata di un mese di una nave di 60 metri per gli interventi di salvataggio, in grado di raccogliere oltre 400 persone nell’arco di 48 ore. I prossimi obiettivi, 200.000 e 400.000 euro, permetterà di essere operativi con equipaggio e materiali di scorta. Lo scopo reale della campagna è superare l’obiettivo finale di 1.200.000 euro. Solo così l’associazione potrà diventare totalmente autonoma grazie alla Markab, una nave pilota di 60 metri con cui intervenire in maniera continuative e con cui salvare centinaia di vite, ogni giorno. E non solo. Il progetto prevede anche un accompagnamento psicologico, pratico (presso i centri di accoglienza) e medico, nonché il tentative di sensibilizzare non solo i governi, ma anche le persone comuni, sui rischi legati a un’errata politica sulle migrazioni.

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