È il 25 marzo 1861. Da otto giorni è stato proclamato il Regno d’Italia, di un’Italia monca del Triveneto e del Lazio. Monca dunque anche di Roma, dove regna il papa. Il primo ministro Cavour propone al parlamento di Torino di proclamare comunque Roma capitale d’Italia. Chiede al papa un passo indietro: la rinuncia al potere terreno. Cavour è un convinto laico, tanto da ritenere che «nel secolo prossimo la separazione della Chiesa dallo Stato sarà un fatto compiuto ed accettato da tutti i partiti».
Si sbaglia clamorosamente.

Cavour muore due mesi dopo. Non vedrà la guerra che, nel 1870, l’Italia dovrà dichiarare al papa per avere la sua capitale. E non proverà la delusione di non vedere mai un’Italia laica, che era un obiettivo centrale del progetto risorgimentale. Nonostante le scomuniche scagliate da Pio IX contro i vertici della nazione, il cattolicesimo resta la religione del Regno d’Italia. Mentre in Francia si approva, nel 1905, la storica legge sulla laicità, Pio X capisce che tenere i cattolici italiani lontani dalla politica è controproducente, perché favorisce la secolarizzazione della società e delle istituzioni. Ed ecco, nel 1913, il patto elettorale che i liberali di Giolitti, dopo aver scaricato i radicali, stipulano con i clericali di Gentiloni.

La strada è dunque già stata segnata, quando il fascismo prende il potere: e 707 anni dopo Worms resuscita il Concordato. Ma basta che osserviate le fotografie scattate in Laterano l’11 febbraio 1929 per rendervi conto che non è comunque un passo facile. Mussolini e il cardinale Gasparri, al momento delle firme, si guardano cupi. Anche le personalità presenti non sembrano particolarmente felici. Il duce ha un passato socialista e anticlericale di cui ora si vergogna, le gerarchie ecclesiastiche sanno che una parte del mondo cattolico non capirà.

Ma quando c’è la volontà politica si arriva sempre a un accordo, anche quando i contraenti sono due totalitarismi. Benché Pio XI pensi che l’unico totalitarismo doc sia quello della Chiesa cattolica, il 13 febbraio rende onore a Mussolini, affermando che «ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale». Un uomo che, dopo aver cancellato le libertà civili, riportasse indietro le lancette della storia. La Chiesa, con i Patti Lateranensi, dona al fascismo credibilità e legittimità nel mondo intero.

In cambio può tornare a gestire il potere terreno, perché nasce lo Stato della Città del Vaticano. La Chiesa ottiene anche una serie incredibile di privilegi. Tra i più…

L’articolo di Raffaele Carcano prosegue su Left in edicola


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