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Colpire i bambini per colpire gli adulti. Ma solo quelli che non avrebbero la pisanità nel proprio dna. La giunta di destra, a guida Michele Conti, infatti, ha deciso che dal prossimo anno scolastico l’accesso agli asili comunali seguirà un nuovo criterio. Non quello del bisogno delle famiglie in base al reddito, ma quello della “storicità della residenza”, la nuova categoria sociale partorita in casa Lega con il “prima gli italiani” che a Pisa è diventato “prima i pisani”.

Una decisione che sarà presentata il 19 dicembre in Consiglio comunale dove probabilmente passerà grazie ai voti di una destra più che compatta. Proprio in tempo per far passare un felice e tranquillo Natale a tutti i bambini che saranno rifiutati dagli asili comunali perché colpevoli di vivere in famiglie che non possiedono la “bandiera residenziale”. Forse nemmeno il Dio del Vecchio Testamento avrebbe potuto inventarsi una malvagità simile. Perché, con questo nuovo criterio, i bambini di famiglie che abitano da più tempo a Pisa, anche con un reddito da nababbi, avranno la precedenza rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie che stentano ad arrivare a fine mese e che, sfortunatamente, hanno un curriculum residenciae inferiore ai primi.

«È questo uno dei vergognosi obiettivi strategici che la Giunta leghista del sindaco Conti ha inserito nel Documento unico di programmazione che sarà approvato dal consiglio comunale nelle prossime settimane – ha scritto alla stampa la coalizione “Diritti in Comune” (Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile) – . La Giunta ha infatti aggiunto come “criterio premiante” per l’assegnazione dei posti nei nidi di infanzia il maggior numero di anni di residenza nel Comune di Pisa. Si tratta, in poche parole della riarticolazione in salsa pisana dello slogan leghista – ripreso da Casapound e Forza Nuova – “prima gli italiani”, che in questo caso va a colpire i bambini e le bambine più piccole. Nei fatti siamo davanti ad una norma inaccettabile in cui la storicità della residenza, ovvero una condizione assolutamente irrilevante per il godimento di un diritto come quello riguardante gli interventi per l’infanzia, viene usato come fattore di esclusione e discriminazione. Si tratta – conclude Ciccio Auletta, capogruppo di “Diritti in Comune” – dell’ennesimo intervento di propaganda con cui si mira a colpire lo “straniero”. In realtà si colpiscono tutte le giovani coppie, magari precarie, che magari si sono trasferite da poco in città. Si tenta, infatti, di far valere meno il criterio del minor valore Isee, ovvero del reddito del nucleo familiare, rispetto al luogo in cui si abita o si è abitato. Si favorisce dunque chi è più benestante, come già accaduto per il bonus acqua o il bonus mamma. Pisa non può tollerare questa barbarie».

Già, perché la cosa più intollerabile di questa giunta, che se ne frega dei diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti, è che non è la prima volta che usa il criterio della storicità della residenza per escludere proprio le persone più deboli economicamente dagli interventi per l’emergenza abitativa e da vari bonus ed agevolazioni. Ci chiediamo. Che aggettivo usare per questo modus operandi di una giunta “alla Salvini” che, per emarginare gli stranieri dal proprio territorio, non si fa scrupolo di catarpillare i diritti di quella povera gente a cui pretende di rivolgersi quando vuole parlare alla “pancia degli italiani”?

Politica ottusa? Politica miope? Queste scelte non sono “incidenti di percorso”, rappresentano il “midollo spinale” del fare politica della Lega & company. Contro i più poveri. Per garantire benefici ai più ricchi. Non sarà che il “caso di Pisa” aiuterà le centinaia di migliaia di adoratori del capitano senza timone ad aprire gli occhi? Da che parte stanno Salvini e compagnia cantante? Dalla parte dei più poveri, dei più bisognosi? Sicuramente no. A Pisa ci auguriamo che il pendolo di Galileo, custodito all’interno della Cattedrale in piazza dei Miracoli, segni il tempo di un “non ritorno”. Amministrazioni come quella pisana devono trovare la forte opposizione proprio da parte di quella gente che è stata spudoratamente illusa unicamente per squallidi fini propagandistici.

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