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Smascherare notizie parziali oppure del tutto false è vitale quando si affronta una epidemia come quella in corso. Perché generano comportamenti pericolosi per i singoli e la collettività. E perché diffondono il virus, ancor più contagioso e letale, dell’ingiustizia e dell’odio

Si sapeva che sarebbe arrivato; ma non quando e dove. Come avviene da millenni; come accaduto pochi anni fa con Sars ed Ebola; come si verifica ogni anno per la classica influenza. Senza ricorrere a deliranti idee complottiste e scenari da fantascienza è noto che i virus spontaneamente mutano e fanno il salto di specie; l’uomo favorisce questo processo creando e mantenendo condizioni di scarsa igiene e promiscuità con animali. La cosa più ovvia e sensata è quindi vigilare ed essere pronti. Ed è quello che, pur con qualche problema, è comunque stato fatto per il Coronavirus. A livello mondiale e nazionale sono attivi da anni sistemi di sorveglianza attiva delle infezioni che, se superati alcuni limiti, fanno immediatamente scattare allarmi di livello crescente (locale, regionale, nazionale, internazionale, continentale, mondiale). Ogni livello prevede una serie di precise e rapide azioni; esattamente quello che si sta ora facendo nel mondo.

Anche l’Italia sta indubbiamente muovendosi in modo corretto e rapido ed il nostro Sistema sanitario pubblico è in grado di reggere la situazione. Qualche squallido sciacallaggio politico totalmente idiota e di bassissima lega conferma l’assenza totale di senso istituzionale da parte di una certa “politica”.  Forse la conferenza stampa di Conte per comunicare i due inevitabili casi italiani sarebbe stato meglio evitarla e lasciarla ai tecnici se proprio si voleva sdrammatizzare e dare consapevolezza; perché in realtà nulla cambia per l’uomo della strada. Sulla base delle informazioni disponibili forse in Cina all’inizio dell’epidemia non c’è stato il massimo della tempestività e trasparenza ma successivamente è stato fatto sfoggio di una notevole organizzazione. Il pachiderma Oms (Organizzazione mondiale della sanità) anche questa volta sembrerebbe non aver brillato per  celerità; gli enormi interessi commerciali in gioco hanno forse rallentato qualche decisione comunque molto difficile. 

Ad arginare le molte congetture sulle caratteristiche e sull’andamento dell’infezione sono da pochissimi giorni usciti su…

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 7 febbraio

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