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«Come Cgil medici siamo preoccupati per la carenza di operatori che è già drammatica oggi» dice il segretario nazionale Andrea Filippi. «In caso di epidemia un sistema diviso per regioni non sarebbe in grado di rispondere. Per farlo è necessario centralizzare il Ssn»

 

Intervista ad Andrea Filippi, medico psichiatra e segretario nazionale Fp Cgil Medici.

Dottor Filippi l’Italia è il Paese che, fino ad oggi, ha registrato il maggior numero di casi di infezioni da Coronavirus, dopo Cina e Corea. Questa emersione è dovuta al buon lavoro di ricerca dei nostri medici? Altrove magari non si fanno controlli così accurati e non si conosce realmente la situazione?
Non saprei dire se l’Italia nel fare tutti questi controlli sia stata più solerte di altri Paesi. Il vero problema è che, in una situazione di contagio di questo tipo, non ci sono ancora dei criteri diagnostici precisi che permettano di individuare quali sono i veri soggetti a rischio. Anche le indicazioni del ministero della Salute sono abbastanza aspecifiche, dicono «polmoniti atipiche». Ad oggi non c’è un’epidemia in Italia ma se vogliamo davvero prevenirla dovremmo essere più precisi nell’indicare quando è necessario il tampone.

Perché è importante che tutto il Paese si muova in questa direzione?
Intanto perché l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa ad avere avuto dei veri pazienti zero. Ovvero persone che hanno sviluppato l’infezione qui. Ciò significa che sono trascorsi giorni senza che avessimo la tracciabilità dell’infezione. Non sappiamo dove quel paziente o quei pazienti sono andati. Da noi si è verificata una situazione che potrebbe dar adito a una vera e propria epidemia per questo dobbiamo intervenire in maniera più massiccia. Di per sé questa influenza non sarebbe tanto più pericolosa e più mortale rispetto alle altre, ma è più temibile perché non abbiamo vaccini e anticorpi.

Potremmo definire questo Sars-Cov2 un virus del tutto nuovo?
È un virus RNA, e come tutti i virus di questo tipo è ad alta mutazione. È un coronavirus. Le influenze e i raffreddori dei bimbi sono sempre coronavirus, parliamo di virus comuni che di per sé non sono pericolosi. Ma questo è un virus ad alta contagiosità, che…

L’intervista prosegue su Left in edicola dal 28 febbraio

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