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Malgrado i rapporti stretti con Cina ed Europa di molti Paesi africani, nel grande continente ad oggi si sono registrati pochi casi di contagio da coronavirus. Ma i sistemi sanitari di cui dispongono, poveri di risorse e strutture, non reggerebbero l’urto di un’epidemia

Dopo aver diffuso morte, paura in Cina, Europa e Medio Oriente, il coronavirus (Covid-19) potrebbe diffondersi anche nel continente africano? È questo l’interrogativo che da circa due settimane analisti e rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si stanno ponendo con insistenza. Michel Yao, responsabile per l’area africana dell’Oms, lo scorso mese ha lanciato l’allarme ricordando che molti Paesi in Africa hanno sistemi sanitari deboli e scarsi fondi necessari a bloccare un’eventuale epidemia.

Al momento i casi positivi al coronavirus sono qui una novantina: gli stati colpiti sono Algeria, Sud Africa, Senegal, Tunisia, Togo, Cameroon, Nigeria e Marocco. In Egitto, 55 i contagiati, si è registrata anche l’unica vittima. La prevenzione, partita a inizio febbraio, sembra aver funzionato. L’Africa Cdc (Centres for disease control and prevention) ha avviato le sue operazioni di contrasto al virus subito: «L’arrivo del Covid-19 era inevitabile perciò come Africa Cds, insieme ai membri dell’Unione Africana e ad altri partner, stiamo lavorando e investendo nella preparazione e nella risposta alla malattia» ha detto a febbraio il direttore dell’organizzazione John Nkengasong. Training sono stati condotti a Dakar (Senegal) e a Nairobi (Kenya).

Qui, 40 partecipanti provenienti da nove Paesi del continente si sono…

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 13 marzo 

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