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«In soli trenta giorni è cambiato il quadro della conoscenza sul coronavirus. E il fatto che ci siano 150 progetti di vaccino nel mondo, con varietà di studi e di approcci, è una garanzia di probabilità di successo», dice l’immunologo Guido Forni, coautore de “I vaccini fanno bene”

La pandemia da Covid-19 ha determinato la più grande quarantena della storia dell’umanità. E su questa malattia c’è ancora molto da sapere, avverte l’immunologo e accademico dei Lincei Guido Forni che con Alessandro Mantovani, Lorenzo Moretta e Giovanni Rezza ha scritto il libro I vaccini fanno bene, in libreria dal 15 maggio edito da La nave di Teseo.
Professor Forni, a che punto siamo? Si può affermare che il Sars-CoV-2 ora sia meno aggressivo, come qualcuno dice? Quali sono le sue previsioni?
Penso che ad oggi nessuno abbia elementi per poterlo dire. Parliamo di una malattia che ha 90 giorni di vita. È trascorso un tempo piuttosto breve da quando è stato identificato il coronavirus Sars-CoV-2, fare delle previsioni è difficilissimo, se non impossibile. Che il virus si attenui è al momento un wishful thinking; che la stagione estiva e il caldo possano avere un effetto positivo è per ora solo una speranza.

Sappiamo qualcosa di più su come questo virus interferisce con il sistema immunitario?
Ogni giorno sappiamo qualcosa di più, la quantità di dati che si accumulano quotidianamente è incredibile. Ogni mese, come Accademia dei Lincei, stiliamo un rapporto: colpisce come il quadro della conoscenza sia cambiato in soli trenta giorni. Le pubblicazioni e le nuove informazioni su questo virus e su Covid-19 sono aumentate in maniera davvero esponenziale.

Riguardo al vaccino cosa possiamo aspettarci?
Dal punto di vista intellettuale la sfida del vaccino è interessantissima, sono partiti contemporaneamente circa 150 progetti. Dato che la malattia è nuova, è importante che ci sia una piattaforma ampia di studi e una varietà di approcci concettuali differenti sperando che alla fine quattro o cinque di essi riescano a indurre una efficace resistenza contro il virus. Questa varietà di approcci è una garanzia di probabilità di successo…

L’intervista prosegue su Left in edicola dal 15 maggio

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