A fine mese l’Europa butterà 55 milioni di dosi di vaccini perché in scadenza. Intanto l’Europa, nonostante le promesse, ha trasferito in Africa solo 30 milioni di vaccini dall’inizio dell’anno. In Africa, intanto, sono morte 7mila persone al giorno e solo 1 persona su 10 risulta vaccinata. Se si va nella zona subsahariana le cose […]

A fine mese l’Europa butterà 55 milioni di dosi di vaccini perché in scadenza. Intanto l’Europa, nonostante le promesse, ha trasferito in Africa solo 30 milioni di vaccini dall’inizio dell’anno. In Africa, intanto, sono morte 7mila persone al giorno e solo 1 persona su 10 risulta vaccinata. Se si va nella zona subsahariana le cose vanno addirittura peggio e le percentuali scendono al 4/5%.

Il programma Covax che avrebbe dovuto garantire uguaglianza nella distribuzione dei vaccini rimane un futile giuramento che è risultato buono solo per i comunicati stampa e per presentare in bello stile i potenti del mondo. Anche sui vaccini i ricchi si sono ingozzati fino a sprecare mentre i più poveri rimangono ad aspettare qualche goccia. Al summit tra Unione Europea e Unione africana che comincia oggi a Bruxelles assisteremo ancora una volta alla sfilata delle buone intenzioni. È stancante perfino indignarsi, ormai. Sul superamento dei brevetti sappiamo che la Francia è favorevole, che la Germania si oppone con decisione. Inutile che vi chiedete quale sia la posizione dell’Italia visto che al netto di alcuni frasi di circostanza di Mario Draghi non c’è nulla di ufficiale. Niente.

«Nonostante la retorica di una relazione speciale con l’Africa, l’Unione europea, che al momento è il primo esportatore di vaccini al mondo, ha dato la priorità alla vendita di dosi prodotte in Europa ai Paesi ricchi in grado di pagare prezzi esorbitanti facendo prevalere unicamente la logica del profitto delle case farmaceutiche. Solo l’8% delle dosi esportate è andato al continente africano. – hanno detto Sara Albiani, policy advisor per la salute globale di Oxfam Italia e Rosella Miccio, presidente di Emergency – BioNTech, l’azienda tedesca partner di Pfizer, ha venduto solo l’1% del suo export nei Paesi africani. Allo stesso tempo, fino ad oggi è l’Unione europea, sotto la spinta della Germania, ad opporsi con maggiore forza alla proposta di sospensione dei diritti di proprietà intellettuale sui vaccini Covid, avanzata da India e Sud Africa all’Organizzazione mondiale del commercio con il sostegno dell’Unione africana e di oltre 100 Paesi. Un passo che, se accompagnato dalla condivisione di tecnologie e know-how, consentirebbe la libera produzione di vaccini, test e cure, bloccando lo sviluppo di nuove varianti del virus».

Intanto la pandemia ha portato Pfizer a prendere l’80% del mercato con 32 miliardi di dollari di ricavi programmati per il 2022 dopo avere raddoppiato il fatturato l’anno scorso. Nei primi 9 mesi del 2021 BioNtech ha incassato 13,4 miliardi di euro, dato che si confronta con i 137 milioni di ricavi che avevano caratterizzato lo stesso periodo del 2020. Il fatturato di BioNtech ha contribuito in maniera sostanziale anche alle casse della Germania grazie alle tasse pagate: provate a indovinare perché i tedeschi siano contro la liberalizzazione dei brevetti. A proposito: tutti i vaccini sono stati finanziati con soldi pubblici, anche se molti sembrano essersene dimenticati.

Infine c’è un ultimo particolare non trascurabile: l’approccio dei ricchi oltre che immorale è anche sbagliato e pericoloso, la formula perfetta per favorire eventuali nuovi varianti. La prossima variante non chiamatela con una lettera greca, chiamatela “siamo stati noi”.

Buon giovedì.

Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.