A Palermo ci sono state cariche delle forze dell'ordine durante la manifestazione indetta per l'anniversario della strage di Capaci. A Milano una trans inerme è stata pestata da alcuni agenti

Il popolo dell’antimafia di Palermo è stato manganellato perché avrebbe voluto ricordare (a loro e a noi) che in Sicilia c’è un sindaco a Palermo e un presidente della Regione che non rifiutano l’appoggio politico di due condannati per mafia come Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri.

Manganelli anche a Milano. In via Sarfatti una donna trans brasiliana di 41 anni appare in un video mentre viene manganellata inerme, poi presa a calci, poi attaccata con spray al peperoncino. Come accade in questi casi dell’episodio ne siamo venuti a conoscenza solo grazie al video amatoriale girato da un cittadino. Sarebbe stato probabilmente uno dei tanti pestaggi che non si ritrovano nei verbali, finché non ci scappa il morto. Il sindaco di Milano Beppe Sala ammette che «non è certo una bella immagine, anzi mi sembra un fatto veramente grave». La segretaria metropolitana del Pd e deputata Silvia Roggiani parla di scena “orribile e intollerabile”  e spiega: «Resta in ogni caso da sottolineare – ha aggiunto – che nulla di ciò che è accaduto prima può giustificare quella violenza, in particolare, su una persona che dalle immagini del video appare inerme». «Le immagini sono disgustose. Qualsiasi sia il contesto e qualunque cosa sia accaduta ‘prima’ di quanto filmato» commenta il capogruppo in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino. La consigliera regionale M5s Lombardia Paola Pizzighini denuncia “la violenza smisurata degli agenti e i colpi reiterati ingiustificabili». «Una violenza di questo tipo non è mai accettabile. Mai» conclude. Critica anche Sinistra Italiana con il consigliere regionale Onorio Rosati che parla di “immagini inquietanti“: «Qualsiasi eventuale reato abbia commesso quella donna non giustifica questa violenza».

A destra il deputato e coordinatore milanese di Fratelli d’Italia Stefano Maullu è di diverso avviso: «Hanno fatto il loro dovere – dice – evitando che quella persona potesse dar seguito alle minacce ai bambini di una scuola milanese» visto che «un trans brasiliano, evidentemente fuori di sé, si è denudato davanti la scuola di via Giacosa, nei minuti in cui i bambini stavano entrando per l’inizio delle lezioni». «Quotidianamente – aggiunge la Lega per bocca della commissaria cittadina Silvia Sardone e il capogruppo in Comune Alessandro Verri – vediamo aggressioni nei confronti delle forze dell’ordine sulle quali la sinistra mai si espone, non mostrando mai solidarietà a uomini e donne in divisa. In questa occasione invece sono uscite immediate dichiarazioni con la sentenza in tasca». Sardone e Verri ricordano che l’intervento dei vigili è arrivato dopo le escandescenze della 41enne: «Prima di attaccare sia fatta una relazione approfondita sui fatti»

Fabrizio Marrazzo, portavoce partito Gay LGBT+, sottolinea il fatto che si tratti di una donna trans: «Nulla potrebbe mai fornire una copertura a quanto si vede in quel filmato, chiediamo al sindaco Sala una immediata verifica dei fatti e la sospensione immediata degli agenti che hanno aggredito. Evidenziamo al ministro Piantedosi, che quanto accaduto ad una settimana dalla giornata mondiale contro l’omobistransfobia, mostra l’urgenza di una legge che ci tuteli e punisca con aggravante anche le forze dell’ordine che si macchiano di tali reati», spiega.

Ci sarebbe un modo per sapere cosa sia accaduto: dotare gli agenti di bodycam, la telecamera addosso agli operatori, e codice identificativo. Non l’ha fatto il centrosinistra quando era al governo e non lo farà certamente questa destra che vorrebbe abolire il reato di tortura. Una cosa è certa. Come scrive il direttore di Oggi Carlo Verdelli «Dal passato che non passa, rispunta prepotente una parola scongelata di fresco: manganello. E fa male, non solo a chi se lo prende in testa».

Buon giovedì.

 

Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.