I bambini all’obitorio di Rafah hanno un colpo in fronte e uno sul petto. Dall’8 ottobre, nella Striscia di Gaza, Israele ha ucciso 230 giornalisti, raso al suolo scuole e ospedali, ammazzato “per errore” 60mila civili. E c’è chi insiste a chiamarla guerra
Da Gaza si arriva, da Gaza non si torna più. Dopo che l’animo s’è mescolato col dolore e la speranza di quel popolo e di quella terra non può tornare uguale a prima. Tutto diventa sospeso, fragile, irrisolto. Ci si ammala dentro. I panni stesi al sole, fuori dalle case, raccontano la vita delle persone…




