Nel nuovo libro di Paolo Di Paolo, Piero Gobetti non è memoria ma presenza: un invito a reagire, perché l’azione è quella forza che «invece di costruire sillogismi crea un mondo nuovo tutti i giorni»
Notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926. Piero Gobetti muore in una gelida Parigi non ancora venticinquenne per delle complicazioni subentrate a seguito di un forte attacco di bronchite. Aveva appena lasciato l’Italia fascista dopo aver subito brutali aggressioni squadriste che ne avevano pesantemente debilitato il corpo, ma non lo spirito. Per…