La procura di Roma indaga su reato di tortura ai danni di attivisti della Global Sumud Flotilla

«Il modo più soft, più leggero possibile». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto (Fratelli d’Italia) descriveva, il 2 ottobre 2025 ospite di Paolo Del Debbio su Retequattro, l’abbordaggio israeliano alla Global Sumud Flotilla. L’azione israeliana, spiegava, «poteva essere compiuta in modo più o meno violento». Era andata bene. Ringraziava il ministro israeliano Israel Katz perché non era «accaduto nulla a nessun cittadino». Era soddisfatto.

La procura di Roma ha aggiunto al fascicolo il reato di tortura. I pm Stefano Opilio e Lucia Lotti, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, indagano contro ignoti per sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio. I 36 attivisti italiani a bordo hanno raccontato ai magistrati percosse e privazione del sonno e dell’acqua. Nelle celle veniva sparata musica ad alto volume per ore. «Ci hanno messo in ginocchio, a faccia in giù. Se ci muovevamo, ci colpivano», ha riferito Paolo Romano, consigliere regionale lombardo del Partito Democratico. I pm sono pronti a inoltrare una rogatoria a Israele. La rogatoria, però, passa per il ministero della Giustizia, che ha ampio potere discrezionale.

Quello stesso giorno Meloni annunciava da Vinitaly la sospensione del rinnovo automatico del memorandum di difesa con Tel Aviv. Le opposizioni hanno esultato, la piazza ha festeggiato. La lettera di sospensione l’ha firmata Crosetto, indirizzata allo stesso Katz che aveva ringraziato mesi prima per la sua “leggerezza”.

Il “modo più soft” ha un fascicolo penale. La sospensione arriva sei mesi dopo.

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