Il meccanismo è sempre lo stesso. Quando una norma ostacola chi governa, o chi vorrebbe proteggere, si abbassa il livello

«Modestissima mazzetta»: due parole che il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scritto nel suo libro, difeso ieri alla Camera con una logica semplice quanto rivelatrice. Se il nostro ordinamento parla di tenuità del fatto, se la legge prevede la “modesta quantità” per la droga, perché mai la corruzione dovrebbe fare eccezione? Il ragionamento fila. Fila talmente bene da far capire dove porta.

Porta, esattamente, dove porta questo governo ogni volta che si trova davanti a qualcosa che non sa fare. Tajani, pochi mesi fa, aveva spiegato che il diritto internazionale «è importante fino a un certo punto». Nordio adesso applica lo stesso metodo al diritto penale interno: la legge vale, certo, ma fino a una certa mazzetta.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Quando una norma ostacola chi governa, o chi vorrebbe proteggere, si abbassa il livello. Si smette di chiedersi se un reato va perseguito e si comincia a chiedersi se vale la pena farlo, se la mazzetta è abbastanza grande, se il blocco navale è abbastanza vicino alla costa. Il diritto diventa una questione di soglia. Sotto quella soglia, niente.

Chi governa sapendo governare non ridimensiona i reati. Sa che mazzetta dopo mazzetta non si costruiscono ospedali. Sa che vietare il trojan per la corruzione significa smontare l’unico strumento che ha dimostrato di funzionare. Sa tutto questo, e quindi non lo fa. Chi governa non essendo all’altezza invece ha bisogno di rimpicciolire i fatti per sembrare all’altezza. 

Nordio e Tajani lo fanno. Con la stessa struttura: la regola esiste, ma esiste fino a un certo punto. Il punto lo decidono loro. Questo governo non è severo, non è permissivo, non è garantista. Modesto, ecco. In tutto.

Buon giovedì.

Foto WMC