Ho sempre creduto che non ci sia viaggio più avventuroso e che meriti di essere indagato di quello dei libri che abbiamo letto. Sono la nostra più vera autobiografia: rivelano, con l’infallibilità di una cartina tornasole, l’origine e le trasformazioni del nostro sguardo sul mondo. Disegnano una carta celeste, con tutte le costellazioni della nostra vita di lettori e le coordinate geografiche da ricavare. Tra tutte, delle vere e proprie mappe del tesoro sono i cataloghi delle biblioteche d’autore. Come il volume appena uscito per Pensa multimedia sulla collezione libraria privata di Gianni Rodari catalogata da Ilaria Capanna e a cura dalla stessa insieme a Pamela Giorgi. Titolo: Biblioteca d’autore Gianni Rodari.
A sfogliarne le prime pagine, sembra sia Rodari stesso ad accoglierti sulla soglia della sua casa romana di Monteverde. Ci vedi la luce che cade di taglio dalle finestre e illumina le scrivanie su cui lavorava, l’Olivetti azzurra, gli scaffali delle librerie, gli oggetti, le foto. Sembra quasi di sentirlo dire che la fiaba non è un’evasione ma uno strumento per arrivare alla realtà: un’introduzione al linguaggio, al mondo della storia e dei sentimenti umani. E che la Fantastica (la disciplina dell’immaginazione) andrebbe insegnata a scuola. La scoperta della lettura lo sorprese alla fine degli anni Venti, con Pinocchio e i romanzi di Verne. Insieme alla lettura, maturò anche un grande interesse per il teatro, la musica, la poesia. I primi, rudimentali, versi li scrisse sulla carta assorbente e poi su un quadernetto di disegno, facendoli illustrare da un compagno. Passeggiare nella sua biblioteca è come andarsene a zonzo nella sua memoria: ci riconosci i primi libri di filosofia e letteratura - Kant, Dostoevskij, Montale, Alfonso Gatto - e quelli che formarono la sua coscienza storica e politica a sedici anni, quando leggere era ancora un atto clandestino - La mia vita di Trotskij, il Manifesto del Partito comunista. Scorrendo l’elenco degli editori e degli anni di pubblicazione, emerge anche quanto il catalogo Einaudi degli anni Cinquanta - forse la stagione più felice della casa editrice di via Biancamano - sia stato decisivo per la maturazione di Rodari.
Ogni sezione di questo repertorio è una stanza da attraversare. A fare da guida, le puntuali premesse stilate per le sei divisioni tematiche. La prima riguarda l’arte, la musica, il cinema e la fotografia. È composta Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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