Questa è la storia di un’operazione politica messa in piedi lontano dai riflettori mediatici, in cui si intrecciano rapporti tra governo Meloni e Santa Sede, finanza pubblica al servizio di privati, limitazione del diritto universale alla salute, interessi della sanità privata accreditata, aggiramento di norme a tutela del patrimonio demaniale e depauperamento di beni pubblici. È la storia del tentativo di (s)vendere un pezzo di territorio italiano nel cuore della Capitale a un Paese straniero con tutto ciò che vi è costruito sopra sottraendolo ai cittadini. Il fulcro di tutto è la cessione dell’ex ospedale Carlo Forlanini al Vaticano secondo un accordo che è stato sottoscritto dal sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e dal segretario di Stato vaticano, monsignor Parolin. Obiettivo dichiarato della Santa Sede è il trasferimento dell’intera sede storica dell’ospedale pediatrico privato ed extraterritoriale Bambino Gesù - che dal 1887 si trova al Gianicolo - nel “nuovo” sito oggi di proprietà del Demanio. La firma dell’accordo risale all’8 febbraio 2024. Sono passati oltre due anni, ma non tutti i dettagli dell’operazione - che è tutt’ora in corso - sono mai stati resi noti dalle istituzioni coinvolte. E questa non è l’unica enorme anomalia della vicenda.

Il gigante addormentato sulla Portuense
Per capire questa storia bisogna fare un lungo salto indietro nel tempo. Inaugurato nel 1934 come fiore all’occhiello della sanità pubblica italiana per la cura delle patologie polmonari, il Forlanini è stato per decenni un centro di eccellenza e uno dei più grandi complessi ospedalieri d’Europa, con oltre duemila posti letto e padiglioni imponenti per un totale di 170mila metri quadri immersi in un parco di quasi 20 ettari nel quartiere Portuense-Gianicolense, a pochi minuti dal centro storico di Roma. Quei padiglioni oggi languono nel degrado. La chiusura dell’ospedale, definitiva nel 2015, è avvenuta per mano della Regione Lazio guidata all’epoca da Nicola Zingaretti (Pd), dopo anni di progressive dismissioni avviate già sotto la giunta Storace. Da allora, senza che fosse stato stabilito un diverso utilizzo della struttura, quella che era stata una cattedrale della medicina pubblica, con tanto di museo anatomico pressoché unico al mondo, è diventata un guscio vuoto in stato di semi-abbandono - sebbene la Regione, proprietaria fino a pochi mesi fa, fosse responsabile della sua manutenzione. Negli anni diversi comitati civici e associazioni hanno presentato progetti alternativi per un recupero pubblico, orientati alla trasformazione del complesso in un centro sanitario polifunzionale e polo di aggregazione sociale per i Municipi XI e XII. Tutti ignorati: qualcun altro aveva già messo gli occhi sull’ex Forlanini.

Dall’altra parte del Tevere, il Vaticano possiede l’ospedale pediatrico Bambino Gesù (Opbg) dal 1924 quando fu donato al papa dalla famiglia Salviati. Oggi l’Opbg, noto a livello internazionale, conta sei sedi tra Roma e provincia e gode dello status di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Ma la sede storica del Gianicolo, con circa 620 posti letto, è divenuta troppo piccola e antiquata. Così da anni la Santa Sede cerca di espandersi. Solo che questa espansione si fonda sull’ottenimento di beni pubblici italiani a prezzo di saldo, per goderne in regime di extraterritorialità.
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