Trump vuole il papa dalla sua parte nella guerra contro l'Iran. Il cardinale Müller spiega perché non può averlo. E così ci rivela qual è il vero interesse della Chiesa: non la pace, ma il primato

Capita a volte di leggere articoli, apparentemente poco importanti, che in realtà svelano idee che vengono normalmente tenute nascoste. Io credo sia questo il caso di un articolo comparso sul Corriere della sera, nella cronaca di Roma, con una intervista al cardinale Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, quella organizzazione della Chiesa cattolica che si occupa di promuovere e tutelare la fede e la morale cattolica nel mondo. Il tema è naturalmente lo scontro tra papa Leone XIV e Trump. Scontro sulla guerra con l’Iran, non sulla guerra in sé ma con Trump perché vorrebbe il papa schierato dalla sua parte. Vorrebbe il suo sostegno morale anche perché ritiene di essere stato parte in causa per l’elezione del primo papa statunitense. Può apparire strano ma la guerra è accettata dalla Chiesa cattolica come una eventualità possibile, non qualcosa da rifiutare in ogni caso. Esiste cioè per la dottrina cattolica (e non solo cattolica) il concetto di guerra giusta.

Lo si può constatare per esempio osservando che Leone XIV è stato eletto durante l’aggressione di Israele contro Gaza. Ma non c’è stato mai un attacco così forte del papa contro Netanyahu come quello che c’è stato verso Trump per la guerra in Iran. Müller nella sua intervista ci spiega il perché: «L’attacco a papa Leone XIV? Inaccettabile. Trump ormai si crede onnipotente, ma solo Dio lo è. E la Chiesa cattolica è e deve restare indipendente da ogni potere politico, oggi come in tutti i suoi due millenni di storia». Non dice che il problema è la guerra. Dice che il problema sarebbe porsi al di sopra di Dio e della Chiesa visto che Trump si sente onnipotente. Non è un problema politico ma un problema di chi è… onnipotente. Non viene nemmeno ipotizzato che pensare di essere onnipotente potrebbe essere sintomo di malattia mentale! Trump “si crede” ma non è, perché solo Dio lo è! Cioè l’onnipotenza esiste, è di Dio ed è amministrata in terra dalla Chiesa cattolica. Il concetto di onnipotenza implica superiorità assoluta. Nel seguito ribadisce questo concetto di indipendenza e superiorità della Chiesa a qualunque potere politico degli esseri umani.

«Il papa ha il diritto di criticare pubblicamente anche uno degli uomini più potenti del mondo. Perché il vicario di Cristo e la Chiesa sono al servizio solo di Dio. L’indipendenza, di pensiero e di azione, da tutti i poteri terreni è la nostra forza». La Chiesa cattolica si ritiene libera da ogni vincolo terreno cioè umano. E poi afferma libertà di pensiero e azione! Afferma cioè di essere necessariamente una dittatura visto che non può accettare, per il suo stesso fondamento teorico, nessuna dialettica e nessun confronto con un pensiero o un’azione terrena, cioè umana, perché per forza di cose realtà transeunte e quindi inferiore. E ci svela anche come questa sia la sua vera forza. Ma questa superiorità, questa “indifferenza” per la politica fatta dagli uomini, non significa starsene in disparte, anzi: «Non si può rimanere in silenzio davanti a errori così importanti [come l’aborto, nda]. Come davanti a tanti dittatori nel mondo che opprimono e uccidono i loro popoli». La storia tante volte ripetuta che l’aborto sarebbe come la tirannia che opprime e uccide le persone. Ma non è questo il punto che vorrei sottolineare in questo articolo. La cosa per me più sorprendente viene dopo. Quando Müller dice che Trump non è il primo nella storia ad osare di mettersi al di sopra del papa. Ci sono due esempi del passato che sono Costantino e Napoleone in cui, dice il cardinale, la politica voleva imbrigliare la Chiesa al suo comodo. Ma la Chiesa ne è uscita sempre vincitrice perché «i poteri terreni passano. Quello della Chiesa no, perché viene da Dio».

Queste ultime considerazioni sono forse le più interessanti per chi, come noi di Left, pensa che per fare una politica di sinistra – ovvero che sia realmente libera da vincoli nel pensiero, infinitamente più forti e difficili da spezzare di qualunque istituzione materiale – sia necessario comprendere come, in effetti, tutte le cose materiali, hanno un inizio e una fine. Ma questo non vuol dire che esista, come sostiene la Chiesa, una realtà non materiale incorruttibile e onnipotente che è in nessun modo superabile dalla realtà materiale e di cui la Chiesa è il rappresentante nel mondo. Quello che dobbiamo comprendere da queste parole di Müller è che la religione, che nel pensiero marxista viene pensata come “oppio dei popoli” al servizio del capitale, è in realtà un potere che si pone al di sopra, che si pone come guida delle attività umane (pensiero e azione) e che vuole evidentemente influenzare e regolare l’agire politico ed economico.

La Chiesa cattolica dice di non poter essere influenzata e regolata da nessun potere umano visto che l’unico potere che riconosce è quello del dio invisibile e onnipotente. Trump vorrebbe l’imprimatur della Chiesa sulla sua guerra per giustificarla e farne una guerra santa. In effetti per lui e per il suo governo quella con l’Iran è già una guerra santa. Ma, come Napoleone che si fece imperatore, vorrebbe un papa che lo riconoscesse tale, che ne giustificasse la guerra contro coloro che non sono fedeli a lui. Evidentemente perché egli ha necessità di un’autorità che gli dica che è nel giusto perché non sa distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Quello che ci rivelano queste parole di Müller è che alla Chiesa cattolica non interessano i politici, i partiti, le guerre, i dittatori, i genocidi e tutte le terribili tragedie che leggiamo ogni giorno nel mondo. Perché, ci dice il teologo, quelle sono faccende umane, la Chiesa dice che non c’entra perché la missione della Chiesa non sarebbe quella di fare politica.

A loro interessa propagandare la credenza che esista un’onnipotenza invisibile di cui sono unici rappresentanti, allo scopo di mantenere il loro potere di “pensiero e azione”. Si pongono cioè al di fuori e sopra di qualsiasi organizzazione umana, non ne riconoscono nessuna. È una di quelle rare interviste in cui un rappresentante così importante si lascia sfuggire la verità della loro missione: fare in modo che l’alienazione, che compare con la nascita umana, non venga mai del tutto superata, come invece è possibile, e che diventi una credenza di inconoscibilità della realtà più profonda, più interna, più nascosta di noi stessi. Diventi cioè la religio, il vincolo che ci impedisca di pensare e fare ricerca su noi stessi e sugli altri. La Chiesa ha lo scopo che non si pensi mai possibile e non si faccia mai una ricerca per trovare una realtà umana libera dall’alienazione, che sia integrata e sensibile, capace di vedere e sapere, di avere la certezza che nella realtà non esiste alcuna entità onnipotente ma che esiste una capacità di immaginare che, per la sua stessa origine, quando compare alla nascita è carente nel sapere di se stessa. Carenza di conoscenza che può essere risolta nel rapporto con l’altro essere umano che si configura come desiderio. Nel momento in cui cogliamo la mela dall’albero della conoscenza, e soddisfiamo il desiderio nel rapporto con l’altro, possiamo vedere e distinguere tra bene e male, tra buono e cattivo.

Non abbiamo più la necessità di alienare il nostro non sapere e non vedere in un dio sanguinario e guerrafondaio, finisce la credenza di essere nati cattivi e stupidi, senza possibilità di realizzare e sapere di noi stessi. Quello che Müller non dice è che nella storia la Chiesa e la sua inesistente onnipotenza è stata superata non dalla politica ma dal pensiero umano, quando esso ha fatto ricerca senza chiudere gli occhi, senza avere paura dello sconosciuto e dell’ignoto. Quando gli esseri umani hanno pensato lo sconosciuto non come inconoscibile ma come qualcosa di non ancora conosciuto, qualcosa che si può quindi cercare, vedere e comprendere.

Tra Costantino e Napoleone molto è cambiato nella storia ma la Chiesa cattolica probabilmente non se ne è accorta, cieca nella sua volontà di dominio onnipotente sulla mente degli esseri umani.