Due ministri querelano giornalisti nello stesso giorno in cui il governo manca la scadenza europea sulle querele temerarie

Il 7 maggio è scaduto il termine per recepire la direttiva anti-SLAPP, nata in memoria di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata dopo anni di querele ricevute da politici. L’Italia non ha recepito nulla.

La notizia sarebbe già abbastanza. Solo che lo stesso giorno Matteo Piantedosi depositava una querela contro il direttore di Dagospia, per aver scritto della relazione con Claudia Conte. Nella stessa settimana Carlo Nordio avviava un’azione civile contro Bianca Berlinguer e Mediaset, perché Sigfrido Ranucci aveva citato una fonte su una presunta visita del ministro in Uruguay. Ranucci si era poi scusato; Berlinguer no. Questo bastava.

Due ministri che querelano giornalisti nello stesso giorno in cui il governo manca la scadenza europea sulle querele temerarie.

L’Italia è il paese con più SLAPP censite in Europa: 26 casi nel 2023, 21 nel 2024. Il 44,6% delle allerte legali monitorate dal consorzio Media Freedom Rapid Response è promosso da attori politici. Sono loro la componente più attiva tra chi usa la legge come arma.

Il governo intende recepire la direttiva al minimo: solo per i casi transfrontalieri. Il 90% delle SLAPP italiane ha però carattere nazionale. Un recepimento così è un ombrello che si apre solo quando non piove.

È Nordio, il Guardasigilli, il nome a cui è indirizzata la lettera di diciassette organizzazioni che chiedono un tavolo sul recepimento. È lui a usare il tribunale per rispondere a una puntata in cui aveva già avuto replica in diretta. La logica è quella della soddisfazione del potente, non della giustizia come istituzione.

Buon venerdì.

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