Il governo che si era venduto come decisionista, dopo la sconfitta al referendum di marzo, oggi rimpalla persino le nomine che voleva controllare di più

Federico Freni, sottosegretario all’Economia, ha rinunciato ieri alla corsa per la presidenza Consob. Giancarlo Giorgetti, il suo ministro, anche lui leghista, il proponente della candidatura in Consiglio dei ministri lo scorso 20 gennaio, è uscito di corsa dalla Camera dopo il question time e ha liquidato i giornalisti così: «Sono contentissimo, Federico continua a lavorare con me. Chi sarà il prossimo presidente? Ah boh, chiedetelo a Meloni». Quattro mesi di trattative finite con un «ah boh».

Nel Transatlantico, intanto, Matteo Salvini sbottava: «Ragazzi, oggi non parlo». E Forza Italia spiegava per bocca del portavoce Raffaele Nevi che la decisione, in fondo, dipende dalla premier: «È lei che istruisce».

Dietro il passo indietro di Freni c’è un parere riservato circolato dentro la stessa Consob, venti pagine che richiamano la legge Frattini e il decreto legislativo 39/2013 e parlano di «profili di illegittimità» per la nomina di un sottosegretario in carica. C’è un’indagine delle autorità europee di vigilanza sull’indipendenza delle authority italiane. C’è il veto reiterato di Antonio Tajani. E c’è l’ombra di Marina Berlusconi, che a Cologno Monzese ha ridisegnato Forza Italia mentre Palazzo Chigi cercava di chiudere la partita.

La Consob è senza presidente da marzo. L’Antitrust dal 4 maggio. Due autorità di vigilanza chiave senza guida, mentre in Borsa si muovono scalate e Opa. Il governo che si era venduto come decisionista, dopo la sconfitta al referendum di marzo, oggi rimpalla persino le nomine che voleva controllare di più. Giorgetti dice «chiedetelo a Meloni». Salvini non parla. Tajani aspetta che gli portino il candidato giusto. E intanto la Consob si guarda allo specchio, con il commissario vicario che firma le carte.

Quando il ministro dell’Economia, davanti ai cronisti, dice «ah boh» della presidenza dell’autorità che vigila sulla Borsa italiana, sta dicendo che la regia non c’è più e sta restituendo l’esatta cifra del governo di cui fa parte.

Buon giovedì.

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