Salim El Koudri è nato a Seriate il 30 marzo 1995. Italiano, laureato in Economia, residente a Ravarino. Sabato 16 maggio ha lanciato una Citroën C3 a folle velocità in via Emilia a Modena, falciando otto persone, quattro gravi, due donne con le gambe amputate. Un fatto atroce. E un cittadino italiano.
Su quel “cittadino italiano” si è aperta la voragine. Matteo Salvini (Lega) ha rilanciato la revoca del permesso di soggiorno e della cittadinanza per chi delinque: «un Paese serio ti espelle immediatamente, è legittima difesa». Solo che El Koudri un permesso di soggiorno non ce l’ha, perché non gli serve: è italiano per legge. Glielo ha fatto notare il suo stesso governo. Tajani: “non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano”. Zangrillo: non decidere “sull’onda dell’emotività”. Piantedosi: “è un’altra cosa rispetto a questo fatto”.
Salvini ha aggiustato il tiro sulle “seconde generazioni”: chi “rifiuta la cultura e la legge del Paese in cui cresce costituisce un problema”. La legge dice che El Koudri è italiano. La percezione di Salvini dice di no, perché il nome è marocchino e la pelle è quella sbagliata. La cittadinanza diventa una concessione revocabile a vista, su base etnica.
Il quadro investigativo parla un’altra lingua. Niente radicalizzazione nei dispositivi sequestrati, disturbi schizoidi, l’uomo seguito dal Centro di salute mentale tra il 2022 e il 2024 e poi sparito. Piantedosi: matrice psichiatrica evidente, terrorismo escluso. A fermarlo, mentre fuggiva col coltello, sono stati Luca Signorelli e due cittadini egiziani. Stranieri.
Se un italiano per legge smette di esserlo per il colore della pelle, la cittadinanza vale finché qualcuno decide che valga. Domani tocca a chi ha il nome sbagliato. Poi all’accento, alle idee, alla fede. Prima i marocchini, poi si vedrà.
Buon lunedì.




