Cinque milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi. La maggioranza la poltrona se la tiene stretta con una nuova legge elettorale

Cinque milioni e ottocentomila italiani nel 2024 hanno rinunciato a una visita o a un esame, un milione e trecentomila più dell’anno prima: lo certifica l’Istat. Gli stipendi reali, dice l’Ocse, sono gli unici tra i grandi paesi a valere meno di trent’anni fa, sotto del 7,5% rispetto al 2021. Il 1° luglio il Ministero della Salute ha segnato 25 città da bollino rosso per il caldo, mentre il mondo brucia di guerre. E il governo Meloni, in mezzo a tutto questo, ha una sola ossessione: la legge elettorale.

Il 26 giugno il testo che le opposizioni chiamano Melonellum è arrivato alla Camera, il voto è slittato al 14 luglio. Ufficialmente per il disagio dei treni della settimana prossima, che è già una confessione: la maggioranza passa le notti nei palazzi a spartirsi la riforma e dà la colpa alle Ferrovie.

Dentro la legge non c’è niente che riguardi chi vota. Liste bloccate, nessuna preferenza: gli eletti continuano a sceglierli le segreterie. C’è invece il premio di maggioranza, 70 seggi in più alla Camera e 35 al Senato a chi supera il 42%, e il nome del candidato premier stampato sulla scheda accanto alle liste. Serve a tenersi il potere che si ha.

La stampa estera l’ha vista subito. Euronews si è chiesta se Giorgia Meloni stia ridisegnando il sistema per rieleggersi, Politico ha registrato le accuse di un voto inclinato a proprio favore. Un giudizio che qui dentro nessuno pronuncia ad alta voce.

Cinque milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi. La maggioranza la poltrona se la tiene stretta, e la legge del 14 luglio serve a questo.

Buon giovedì.

Foto gov

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.