Un Paese che ammazza sempre meno si ritrova la sua sesta legge sulla sicurezza. Gli omicidi nel 2025 sono stati 286, il numero più basso dell’ultimo decennio secondo il Viminale, e i femminicidi 97 contro i 118 dell’anno prima. Il 14 luglioil Consiglio dei ministri ha impiegato poco più di venti minuti per licenziare l’ennesimo disegno di legge sicurezza.
Dentro c’è il fermo di prevenzione esteso ai minorenni nei luoghi della movida, il divieto di aggregazione firmato dal questore, l’arresto differito per i danneggiamenti commessi da cinque persone in su, fino a 5 anni di carcere e 15mila euro di multa. Giorgia Meloni l’ha spiegato in un videomessaggio: lo Stato sta dalla parte di chi rispetta le regole. E chi non le rispetta, stavolta, ha quindici anni.
Il conto dei giri precedenti è agli atti. Al 30 aprile 2026 le carceri tenevano 64.436 persone su 46.318 posti reali, affollamento al 139%, con 82 suicidi nel 2025 e altri 24 nei primi mesi di quest’anno: lo certifica Antigone. Nelle carceri minorili le presenze sono cresciute del 50% dal decreto Caivano in poi. I reati calano, le pene si allungano: la macchina gira a vuoto e intanto macina.
L’Ufficio del Massimario della Cassazione ha smontato il decreto dell’anno scorso in 129 pagine, metodo e merito. Giovanni Fiandaca ha chiamato tutto questo “bulimia punitiva”, strumentale al consenso e priva di efficacia preventiva.
Intanto sul lavoro nel 2025 sono morte 1.093 persone, di cui 792 mentre lavoravano. Per loro, in quasi quattro anni, nessun decreto d’urgenza e nessun videomessaggio serale. La sicurezza è la priorità del governo, dice.
Buon giovedì.
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