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La crisi ha colpito un terzo dei lavoratori e anche la classe media è in difficoltà, ma nell’America di Trump chi paga di più gli effetti della pandemia sono gli afroamericani. Addirittura stando a un’inchiesta del NYT verrebbero meno sottoposti al tampone di altri

Se c’è una verità, tra quelle «di per sé evidenti» della Dichiarazione d’Indipendenza americana, che durante l’emergenza Covid-19 è stata (nuovamente) tradita, è che gli uomini sono tutti uguali.
Negli Stati Uniti questa pandemia sta mostrando infatti con sempre maggiore evidenza la gravità delle disuguaglianze che si sono create negli anni a livello sociale e non solo.

Durante la settimana che è terminata con il 21 marzo le richieste di unemployment insurances, i sussidi di disoccupazione, hanno avuto un’impennata senza precedenti: si è passati da 281 mila a 3,3 milioni, aumentate ancora nelle settimane successive fino a oltre 16 milioni di richieste. Un record che supera di gran lunga quello precedente, cioè le 695 mila richieste che risalgono al 2 ottobre 1982. Il coronavirus ha colpito duramente i lavoratori statunitensi: secondo un sondaggio di Data for progress, il 33% degli intervistati aveva già perso il lavoro ad inizio aprile, oppure era stato messo in congedo non pagato, aveva subito una sensibile riduzione delle ore di lavoro oppure era stato messo in aspettativa. Tra questi, il 41% si aspettava di avere problemi a coprire le spese necessarie a sopravvivere già nell’immediato.

Per sopperire a questa crisi non solo sanitaria, ma anche economica, il presidente Donald Trump ha stanziato una misura da più di duemila miliardi di dollari che prevede un assegno da 1.200 dollari per gli adulti e da 500 per i minori di 17 anni. Secondo il sondaggio di Data for progress, però, si tratta solo di un palliativo, insufficiente a coprire le spese di una famiglia americana media. Uno degli aspetti più gravi della perdita dell’impiego per un adulto negli Stati Uniti è che molto spesso l’assicurazione sanitaria, indispensabile per potersi permettere qualsiasi tipo di trattamento ospedaliero, è vincolata al contratto di lavoro. Questo tipo di assicurazione è il più diffuso tra chi ha meno di 65 anni, l’età in cui quasi tutti gli americani diventano idonei per il programma Medicare, che è gratuito. Tra i nuovi disoccupati a causa del Covid-19, molti potrebbero rimanere senza assicurazione sanitaria, mentre altri potrebbero richiedere l’iscrizione ai registri del Medicaid, altra forma di sanità gratuita riservata a chi si trova sotto la soglia di povertà stabilita dal governo federale (17.618 dollari per adulto e 36.158 per una famiglia di quattro persone, come riporta il Philadelphia Inquirer). Sembrerebbe tutto a posto, se non fosse che occorrono più di 30 giorni per essere registrati a Medicaid, dopo un impegno notevole sia nel procurarsi i documenti necessari che nella …

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 17 aprile 

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