Secondo il presidente del Sudafrica, almeno sette Paesi africani avrebbero risorse e infrastrutture per gestire autonomamente il ciclo produttivo e la distribuzione dei vaccini. Ma sono bloccati a causa della mancata sospensione dei brevetti da parte del Wto, voluta da diverse potenze occidentali tra cui l’Unione europea

L’Africa vorrebbe produrre da sola i vaccini necessari per affrontare la pandemia. Ma l’Unione europea continua ad opporsi e così facendo non riconosce il diritto alla salute pubblica globale. Limitarsi ad inviare nei Paesi a medio e basso reddito vaccini anti Covid prodotti nei Paesi ricchi, spesso troppo vicini alla scadenza e senza garantire una distribuzione adeguata sul territorio, così come è accaduto sinora, non rappresenta una risposta efficace alla pandemia.

Guardando all’anno appena passato, la politica di distribuzione dei vaccini nel mondo è risultata inappropriata sia sul piano etico che materiale. Gordon Brown, ambasciatore dell’Oms per il finanziamento della salute globale, nonché ex primo ministro britannico ha affermato: «Avere i vaccini disponibili in una metà del mondo, e tuttavia negarli all’altra metà, è uno dei più grandi fallimenti di politica pubblica internazionale che si possano immaginare. Ed è una catastrofe morale di proporzioni storiche che sconvolgerà le generazioni future». Secondo le stime di Brown, nei Paesi ad alto reddito le dosi non utilizzate, entro febbraio, ammonteranno ad un miliardo. Inoltre, ad oggi, molte di quelle inviate restano inutilizzate e vengono buttate dai Paesi destinatari, in quanto è impossibile inocularle entro la data di scadenza. Per questo motivo, alla fine dello scorso anno, secondo un report di Covid-gap (a cura di Duke University e Covid collaborative) metà dei 92 Paesi in via di sviluppo beneficiari del programma Covax avevano utilizzato meno del 75% delle dosi ricevute.

Lo scorso dicembre la Nigeria ha distrutto più di un milione di dosi di AstraZeneca donate, prossime alla data di scadenza. Il governo ha poi annunciato che non accetterà più questo tipo di donazioni, che non tengono conto delle esigenze interne di…


L’articolo prosegue su Left del 14-20 gennaio 2022 

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