Thomas Carlyle sosteneva, nel suo celebre volume On Heroes, Hero-Worship, and the Heroic in History (1841), che «la storia del mondo non è altro che la biografia dei grandi uomini». Più di un secolo dopo, in Massa e potere (1960) Elias Canetti propose una prospettiva opposta, mostrando come il potere non derivi soltanto dalle qualità eccezionali del leader, ma si alimenti della massa, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi processi di identificazione collettiva. Muovendosi in una prospettiva psicopolitica, Jerrold M. Post in Narcissism and Politics. Dreams of glory (2015) ha descritto il legame narcisistico che unisce leader e seguaci: il leader soddisfa i bisogni emotivi della collettività, mentre la collettività alimenta i bisogni narcisistici del leader.
Vista in questa prospettiva, la guerra appare come un fenomeno psicologico e sociale che può essere utilizzato al servizio di una logica di potere. La minaccia esterna rafforza l’identificazione collettiva, consolida il consenso interno e attribuisce al leader il ruolo di difensore della comunità assediata.
Il conflitto tende a produrre una sospensione del dissenso, una polarizzazione tra “noi” e “loro” e una crescente concentrazione del potere nelle mani di chi si presenta come garante della sicurezza collettiva.
Le riflessioni di Naomi Klein e Antony Loewenstein consentono di approfondire questo processo. Nel volume The Shock Doctrine (2007), Klein ha mostrato come shock collettivi - guerre, attentati terroristici, crisi economiche o catastrofi naturali - possano creare condizioni favorevoli all’introduzione di misure che, in circostanze ordinarie, incontrerebbero una forte opposizione sociale e politica.
Lo shock produce disorientamento, il disorientamento genera paura e la paura facilita l’accettazione di provvedimenti eccezionali. Per esempio la tragedia del 7 ottobre 2023 in Israele e la successiva guerra su Gaza hanno contribuito a rafforzare la centralità degli apparati di sicurezza, ampliando il consenso verso misure emergenziali che, in altri contesti, avrebbero probabilmente suscitato maggiori resistenze.
Un argomento complementare è sviluppato da Loewenstein nel volume The Palestine Laboratory (2023). Secondo l’autore, l’occupazione dei territori palestinesi ha costituito, nel corso dei decenni, un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione di tecnologie di sorveglianza, sistemi di controllo delle popolazioni e pratiche di gestione securitaria successivamente esportate nel mercato globale della sicurezza. La Palestina ha assunto così il ruolo di spazio sperimentale nel quale vengono testate forme di monitoraggio, raccolta dei dati, controllo dei movimenti e gestione dei conflitti che, una volta perfezionate, possono essere trasferite ad altri contesti politici e sociali.
Il riferimento al mito del Grande Israele introduce una dimensione ulteriore. Quando una visione politico-religiosa attribuisce valore assoluto all’espansione territoriale e alla sicurezza nazionale, il conflitto tende a essere percepito non come un evento contingente ma come una condizione permanente. In tale quadro, checkpoint, muri, sorveglianza e restrizioni possono trasformarsi da misure eccezionali a pratiche ordinarie di governo. La logica dell’emergenza tende così a colonizzare la vita politica e sociale.
Dal punto di vista della psicologia politica, il rischio è che la paura collettiva favorisca ciò che Canetti definiva la concentrazione del potere e ciò che Post descrive come il rafforzamento reciproco tra il narcisismo del leader e quello del gruppo.
Il leader appare come il garante della sopravvivenza nazionale; il gruppo, sentendosi minacciato, accetta forme crescenti di controllo e tende a identificare il dissenso con la diserzione o il tradimento.
In questo quadro storico sociale la psichiatria e la psicopatologia del trauma assumono un ruolo centrale. Esse mostrano che non tutte le sofferenze vengono riconosciute allo stesso modo e che il trauma può essere utilizzato Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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