Sono convinto che questa manfrina serva ai razzisti per dichiararsi finalmente razzisti

Grazie al cielo hanno seppellito il woke, che in Italia nessuno ha mai visto, e da quando Giuseppe Conte ha scritto a Repubblica che sarebbe “una sorta di religione morale autoreferenziale” mi sento autorizzato anch’io alla schiettezza, e ne approfitto. Eccola qui, la convinzione: sotto i panegirici sulla libertà di espressione e sul “non si può più dire niente” c’è dell’altro. E non è nemmeno ben nascosto.

Sono convinto che questa manfrina serva ai razzisti per dichiararsi finalmente razzisti. Poveretti, per anni hanno vissuto la propria bestialità come una malattia, una stortura da tenere in cantina, e per un razzista non esiste niente di più liberatorio che fare schifo in pubblico, meglio ancora se ha l’illusione di un partito che lo rappresenta, tipo quello di Roberto Vannacci, che il piano di remigrazione se lo è scritto in programma in 22 punti, dentro quella che chiama emergenza nazionale.

Sono convinto che serva agli scarsi per vomitare l’invidia. Ho letto una giornalista prendersela con la scrittura di Michela Murgia in un post senza italiano corretto, e Murgia è morta da tre anni, ma chi se ne frega, tanto il woke l’abbiamo ammazzato. Sono convinto che serva ai riformisti per sculettare a destra come sognavano da sempre, ai criptocattolici per fare pure loro i pasdaran, ai vigliacchi per sentirsi eroi, agli oppressori per trovare fragili nuovi da opprimere, ai privilegiati per additare gli oppressi come falliti.

Insomma, serve alle bestie per essere più bestiali, ed è l’unico servizio di questa estate. Contenti voi, oh, contenti tutti.

Buon mercoledì.

Banksy, Stencil art, Paris 2018. Photo credit Banksy