Sono oltre 10mila le cause pendenti negli Stati Uniti per i danni legati all’uso dei social da parte di minori. Una recente sentenza californiana contro Google e Meta può rappresentare una svolta con ripercussioni importanti anche in Europa

Lo scorso 25 marzo, una giuria di Los Angeles (California) ha ritenuto Instagram e YouTube responsabili di aver causato danni riconducibili a una dipendenza da un utente minorenne (di cui si conoscono solo le iniziali, K.G.M.). La decisione ha inevitabilmente destato molto clamore negli Stati Uniti e in Europa. Le particolarità di questo caso sono molte ed è importante soffermarsi non solo sulla decisione americana, ma anche sulla nozione stessa di dipendenza da social, su come scelte apparentemente innocue di design danneggino gli utenti e sugli interventi messi in atto dalla Commissione nell’Unione europea.

Il caso K.G.M. contro Meta e Google

La causa, durata ben due anni e appena decisa in primo grado, è di fondamentale importanza per tre motivi: primo, anche se l’esistenza di una dipendenza da social non è ufficialmente riconosciuta in psicologia, la giuria ha accettato che i social possono causare danni gravi nei minori, dovuti all’uso prolungato e compulsivo; secondo, le cause di tale uso compulsivo sono il modo in cui le interfacce sono progettate e la personalizzazione dei contenuti tramite algoritmi; terzo, le società sono perfettamente consapevoli degli effetti nocivi, e anzi ambivano a far insorgere una dipendenza nei minori, per assicurarsi di mantenerli come utenti nel tempo, continuando a estrarre dati e profitto. Secondo la giuria americana, le società sarebbero state quindi negligenti e avrebbero messo in commercio un “prodotto difettoso”. Nonostante i tentativi di Meta e Google di spostare l’attenzione dal design delle loro piattaforme ai contenuti creati da influencer e creator, e poi di attribuire i danni subiti da K. a una storia familiare difficile, la corte ha stabilito un risarcimento danni di 6 milioni di dollari.

Questa sentenza rappresenta un momento importante negli Usa, perché il caso di K. era stato scelto come test tra migliaia: anche se non è vincolante per altri casi, ha gettato le basi per capire come risolvere le oltre diecimila cause pendenti in tutto il Paese, per il risarcimento

Questo articolo è riservato agli abbonati

Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivista
Se sei già abbonato effettua il login