«Particolarmente complessa». Così Giorgia Meloni ha liquidato l’epoca fascista con Roger Cohen sul New York Times del 21 agosto.Ovviamente di queste cose parla con i giornali stranieri, perché con gli italiani non parla se non dai suoi giornalisti scendiletto. E intanto il centrosinistra si incartava da solo sul woke, per una frase che Alexandria Ocasio-Cortez non ha mai detto come sua, «Woke 1 was crazy», battuta di un consigliere comunale che lei citava in tv, arrivata qui tagliata e tradotta male, e qualcuno ci ha subito costruito sopra un posizionamento.
Sarebbe bastato leggere tutta l’intervista di Meloni, perché poche righe più giù, nello stesso pezzo, c’è Roberto Vannacci che spiega allo stesso Cohen come il nazismo abbia avuto «alcuni aspetti negativi», al pari di tanti altri periodi storici. E la grammatica è identica: il crimine diventa un’epoca, l’epoca diventa una sfumatura, e chi c’era dentro, poverino, non poteva mica capire.
Tutti addosso al generale per la feccia che vomita ogni giorno, e ci mancherebbe. Solo che quei concetti stanno nella pancia di Fratelli d’Italia da sempre, imbellettati e truccati per farsi vedere meno. Ora che Futuro Nazionale sta al 7,1 per cento nella Supermedia Youtrend per SkyTg24 e che il 53 per cento degli elettori meloniani lo vuole in coalizione, Meloni torna alle origini.
Anzi, non torna: cala la maschera, per paura di non rassicurare più i nostalgici in casa. Il 22 maggio aveva già celebrato su Instagram Giorgio Almirante, che sulla “Difesa della Razza” teorizzava il razzismo del sangue nelle vene, e in Fratelli d’Italia nessuno ha trovato la cosa particolarmente complessa.
Buon lunedì.




