Pancaldi, Parrinello e Montellanico danno vita a un movimento che unisce artisti e cittadini per rompere il silenzio con le armi dell'arte. Il 23 settembre invitano tutti a Bologna per Voci della Palestina live
Il progetto educativo e musicale della Scuola popolare di musica Donna Olimpia raccoglie e diffonde il patrimonio sonoro palestinese, unendo cultura e solidarietà per trasformare la musica in seme di pace
Il piano per deportare i palestinesi di Gaza echeggia tragicamente il “piano Madagascar”. Di pura matrice antisemita, fu ideato nel 1937 da Polonia e Francia. L'anno dopo i gerarchi di Hitler se ne appropriarono e fu abbandonato nel 1940 per cedere il passo all'Olocausto
Davanti alla Nakba 2025 e a un genocidio in atto a Gaza sotto gli occhi di tutti dobbiamo rompere il silenzio complice e fare di tutto perché cessi la strage e sia applicato il diritto internazionale. Ora. Ed è già enormemente tardi
Se il mondo rimane in silenzio di fronte a questa scelta scellerata, si avvallerà un precedente pericolosissimo in base al quale la pulizia etnica diventa una strategia geopolitica utilizzabile dalle nazioni più potenti nei confronti di quelle più deboli
Lo scrittore premio Strega: «A Gaza un massacro sotto gli occhi di tutti, con l’avallo dell’Occidente: la prima vittima è il popolo palestinese, la seconda rischiamo di essere noi». Il 21 agosto interverrà al festival Percorsi di Santo Stefano di Magra (La Spezia)
Quello che segue è il primo rapporto Onu a fumetti della storia… E forse anche l’ultimo
Gli Usa rilanciano la guerra alla Cpi, bloccando conti, visti e collaborazioni: tra i colpiti anche chi lavora per i diritti umani
Il premier spagnolo si oppone al piano di riarmo deciso dalla Nato, rompendo l’unanimità europea e denunciando le contraddizioni di una politica che, mentre alimenta la corsa alle armi, sacrifica il welfare e abbandona la lotta al climate change
Attivista e difensore dei diritti umani è stato ammazzato da un colono israeliano durante un'incursione a Umm al-Khair, nel Sud della Cisgiordania occupata. Awdah è l'ennesima vittima della crescente violenza e della pulizia etnica israeliana. Mentre il suo assassino resta ai domiciliari, l’esercito israeliano ha arrestato numerosi suoi familiari e compagni