Rachele Mussolini lascia Fratelli d'Italia. Fra i motivi della distanza ci sarebbe lo ius scholae che Mussolini ritiene «naturale». Fino a poco tempo fa scaldava i cuori degli elettori meloniani esponendo cartelli contro il 25 aprile e la Liberazione nazifascista
Venerdì 6 settembre Sangiuliano ha finalmente rassegnato le dimissioni. E il governo Meloni per non presentarsi al G7 della Cultura, senza ministro nomina Giuli. Una colossale figuraccia e ammissione di inadeguatezza in mondo visione. Intanto i problemi reali del Paese restano lontani dai riflettori
Con forme e colori cercava un modo di rappresentare l’umano che fosse più profondo. Da Forma I agli ultimi anni, nel centenario della nascita, la ricerca continua dell’artista siciliana al Pala Expo di Roma, fino al 1 settembre
Compositore civile nel vero senso della parola, Gilberto Cappelli è in scena fino al 25 agosto. Tra musica e pittura il suo lavoro è un omaggio alla grande storia d'amore e d'impegno di Giuseppe e Anita Garibaldi
La destra al governo non ha nulla a che vedere con “le radici della nostra Repubblica” evocate da Mattarella, oppure ha a che vedere con la parte sbagliata
La memoria delle vittime di Sant'Anna di Stazzema narrata in due libri necessari e importanti di Daniele Biacchessi e di Lorenzo Guadagnucci che ha dato voce ai ricordi di suo padre, sopravvissuto alla strage
A proposito del ritorno di parole come Patria, Nazione, italiani nei discorsi di Meloni e sodali di governo
Dalle mire espansionistiche dei Savoia e di Mussolini fino alle pretese della neonata Repubblica. Un saggio di Valeria Deplano e Alessandro Pes mette a fuoco i vari passaggi storici in cui le popolazioni africane hanno subito i soprusi dell’Italia. Che non ha fatto i conti con il passato coloniale
La destra in Italia si distingue dai partner europei e americani perché, diversamente da loro, si muove su uno sfondo in cui anche il passato conta: ha una storia da rivendicare, e una lettura di essa che vorrebbe diventasse memoria pubblica, cultura egemone, storia condivisa
Secondo Ignazio La Russa il giornalista si deve dichiarare come tale, deve dunque essere identificabile. Il presidente del Senato è esponente di quella stessa parte politica che si oppone al codice identificativo per gli agenti delle forze dell’ordine. E infatti un emendamento che lo proponeva nel ddl Sicurezza è stato bocciato