Dopo due anni e mezzo di governo Meloni facciamo il punto sullo stato di salute della Sanità pubblica con lo psichiatra e psicoterapeuta Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil medici e dirigenti Ss
Per contrastare la diffusione del bullismo, a scuola, in rete o in altri contesti, è necessario un cambiamento culturale. Partendo dall’idea che la violenza non è connaturata all’essere umano, ma il segnale di un malessere che può e deve essere ascoltato. Nella giornata contro il bullismo, il nostro consiglio di lettura:
l sinologo Federico Masini ha scritto L’identità senza parola, un saggio in cui scardina i diktat dell’innatismo e del comportamentismo sull’origine del linguaggio. E propone una nuova ricerca. Il libro viene presentato il primo febbraio da Libraccio a Firenze
Non basta certo “educare” alla sessualità e all’affettività i giovani. Occorre una rivoluzione nel vero senso del termine: un rovesciamento che riporti valore e spessore nei rapporti umani
Le convinzioni religiose e antiscientifiche non dovrebbero dettare le norme di Stato. La gestazione per altri, al contrario di ciò che sostiene la nuova legge italiana, può diventare un atto di solidarietà di una donna verso un’altra donna. Perché vietarla in questi casi?
Si parla molto e giustamente della violenza fisica che le donne troppo spesso subiscono. Ma non abbastanza di quella psicologica. Qualche riflessione in vista del 25 novembre e non solo
Turetta, Sangare, o quel giovane di 17 anni nel mantovano che con una mossa di wrestling ha ucciso una donna conosciuta online, possiamo considerarli sani di mente?

Non una, mille rose

Su Left abbiamo sempre sostenuto che la negazione della malattia mentale è un dramma. Perché significa dire che siamo tutti potenziali assassini e non è vero
Cosa si cela dietro al disturbo ossessivo-compulsivo che riguarda il 4 per cento di adolescenti, con un’età d’insorgenza nel 50 per cento dei casi tra gli 11 e i 13 anni? Lo spiega il nuovo libro di Corio, Dezi, Paciotti e Thouverai per i tipi de l’Asino d’oro
Alla base della dipendenza patologica c’è sempre la psicopatologia. Non è vero, come si è letto spesso sui giornali, che le tossicomanie di per sé portano a gesti efferati