Il genocidio in Palestina e l’ignavia complice della Ue sta smuovendo le coscienze di milioni di persone rimaste umane. Come dovrebbe essere naturale per l’Europa che è nata combattendo un genocidio
Frutto della collaborazione tra lo Spi Cgil, la Rete degli studenti medi e l’Unione degli universitari, questo vocabolario militante è più di un repertorio terminologico: è un atlante politico ed etico, dove ogni parola scelta nasce da un’esperienza di lotta e di memori
Jurij Ševčuk, leader dei Ddt, voce storica del rock russo e simbolo del dissenso pacifista, racconta a Left la sua musica come strumento di resistenza e legame con l’Europa
Dal Settecento a oggi questa sindrome ha cambiato volto infinite volte. Da colpa educativa a malattia ipercinetica, in un continuo oscillare tra analisi clinica e giudizio morale
Recenti pubblicazioni mettono discussione la produzione scientifica sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Le diagnosi a milioni di persone nel mondo alimentano un gigantesco mercato di psicofarmaci
Renata Pepicelli smonta le categorie coloniali di Oriente e Occidente: «Sono invenzioni eurocentriche per giustificare superiorità e conquiste. Oggi viviamo già in un meticciato culturale, ma la politica e i media mainstream continuano a negarlo. I margini sono diventati centri, basta ascoltarli
Dalle stragi al silenzio. La mafia si è riciclata nel sommerso dell’economia e delle istituzioni. Il giornalista Attilio Bolzoni denuncia: «Lo Stato colpisce i picciotti, ma lascia intatti i poteri alti»
Le ultime norme in Italia e Ue segnano un’inquietante inversione di rotta nelle politiche ambientali, sacrificando tutela e giustizia climatica sull’altare della produttività e della sicurezza. L’ambiente non è più visto come valore
Il climatologo Luca Mercalli lancia l’allarme: il governo aumenta la spesa militare e ignora la crisi climatica mentre eventi estremi e inerzia politica rendono il futuro sempre più a rischio

Strage di memoria

Nel trentennale del genocidio dei bosgnacchi a Srebrenica, lungo la strada per Potočari ci sono centinaia di ritratti di civili serbi uccisi. Una provocazione che distorce la storia mentre l’Europa volta ancora lo sguardo